Stellantis ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile di 440 milioni di dollari. Dodici mesi prima, nello stesso periodo, aveva bruciato 450 milioni. Il cambio di segno è netto. Cos’ha fatto la differenza?
Non si tratta di un’architettura elettrica di nuova generazione. Non è nemmeno una piattaforma software rivoluzionaria. Neanche una strategia audace annunciata con gloriosi comunicati stampa. Si potrebbe dire che ha fatto la differenza proprio un motore, il V8. Il vecchio, rumoroso Hemi. Un contributo senza dubbio fondamentale in questa boccata d’aria fresca (e fumosa) per Stellantis.
Ram ha segnato un aumento delle vendite del 20%, e buona parte di quella crescita ha un’unica spiegazione. Stellantis ha rimesso sul mercato il motore che i suoi clienti continuavano a chiedere, dopo aver provato la strada del downsizing e dell’elettrificazione. La risposta è stata immediata, come succede quando si comincia ad ascoltare quello che vogliono davvero i clienti, americani in questo caso, protagonisti di un mercato grossissimo da non perdere.

Per chi compra un Ram, l’Hemi non è un optional da listino. È identità. È il motivo per cui quel pick-up suona come suona e si guida come si guida. Toglierlo era stato un errore. Rimetterlo ha generato fatturato.
Il Nord America torna a funzionare, e non è un dettaglio. Questa è la prima volta che Stellantis registra un utile in quella regione dall’inizio del 2024. Le vendite negli Stati Uniti crescono del 4%, in Canada del 15%, in Messico del 19%. In un mercato complessivamente in calo, il gruppo è diventato uno dei costruttori a più rapida crescita del continente. I numeri complessivi lo confermano: 1,2 milioni di veicoli consegnati, +12% rispetto all’anno precedente, fatturato a 42 miliardi con un incremento del 6%.

L’Europa regge, con una crescita dell’8% e una quota di mercato che sfiora il 30%. Detto questo, nessuno dovrebbe cantare vittoria troppo presto. Le perdite dell’anno scorso erano ingenti, e un trimestre positivo non cancella una stagione difficile. Ma questo inizio d’anno dimostra qualcosa di preciso per Stellantis: non serviva una scommessa unica sul futuro. Serviva ascoltare il presente. È un suggerimento per il prossimo futuro?
