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Maserati ha celebrato i suoi 100 anni alla 1000 Miglia 2026

La 1000 Miglia 2026 si è conclusa a Brescia dopo circa 2.000 chilometri attraverso l’Italia, confermando il suo valore di viaggio nella memoria dell’automobile. Per Maserati, l’edizione ha avuto un significato speciale nel centenario del marchio, celebrato con la A6 GCS/53 e con la MCPURA Cielo Tributo 1926 presentata a Modena.

Maserati A6 GCS 53

La 1000 Miglia 2026 si è chiusa sabato 13 giugno a Brescia, là dove tutto era cominciato pochi giorni prima. In mezzo, circa 2.000 chilometri di strade italiane, città d’arte, borghi, passi di montagna e piazze affollate. Una lunga traversata che, ancora una volta, ha confermato perché questa manifestazione continui a essere considerata molto più di una gara di regolarità. È un viaggio nella memoria dell’automobile. Un rito collettivo. Un modo per vedere la storia rimettersi in moto, davvero, davanti agli occhi del pubblico.

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Maserati ha festeggiato i 100 anni alla 1000 Miglia 2026 con la A6 GCS/53, un omaggio alla storia del Tridente tra Modena e Brescia

Per Maserati, l’edizione di quest’anno ha avuto un significato particolare. Il passaggio della carovana da Modena, davanti alla sede storica di Viale Ciro Menotti, è diventato uno dei momenti più intensi dell’intero percorso. Non solo per il legame naturale tra la città e il marchio, ma anche perché il Tridente celebra i suoi primi 100 anni. Un anniversario importante, che Maserati ha voluto vivere nel luogo più adatto: sulla strada.

A portare in gara la memoria sportiva della Casa modenese è stata una Maserati A6 GCS/53, vettura dal fascino asciutto, essenziale, ancora oggi capace di attirare l’attenzione senza bisogno di eccessi. Ha chiuso la 1000 Miglia al 48° posto nella classifica generale, ma il suo vero risultato è stato un altro: ricordare, tappa dopo tappa, che certe auto non appartengono soltanto al passato. Continuano a parlare. Continuano a emozionare.

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Il suo sei cilindri in linea da 2 litri, progettato da Gioachino Colombo, ha accompagnato l’intero percorso con la solidità di una meccanica nata per correre. Architettura “Superquadro”, doppia accensione, doppio albero a camme in testa, comando a cascata di ingranaggi: soluzioni tecniche che raccontano un’epoca in cui prestazioni e ingegno viaggiavano insieme, spesso con una semplicità apparente che oggi colpisce ancora di più.

La partenza da Brescia, martedì 9 giugno, ha aperto un itinerario ricco e impegnativo. La A6 GCS/53 ha attraversato la Val Trompia, la Val Sabbia, le sponde del Garda e il Veneto, fino alla prima chiusura di tappa a Padova. Il giorno dopo, il percorso ha puntato verso la Motor Valley, passando per Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Poi l’Abetone, con la sua salita suggestiva, e la discesa verso Montecatini Terme.

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A Modena, però, la corsa ha cambiato tono. Davanti allo stabilimento Maserati, il passaggio della 1000 Miglia si è intrecciato con la consegna della MCPURA Cielo Tributo 1926, esemplare unico nato dal programma Maserati Fuoriserie.

Una vettura pensata per rendere omaggio alla Tipo 26, la prima Maserati a portare il Tridente sul cofano e vincitrice di classe alla Targa Florio con Alfieri Maserati al volante. Il richiamo al logo originale disegnato da Mario Maserati nel 1926 e le firme di Alfieri Maserati e Guerino Bertocchi sui badge delle porte hanno dato al tributo un valore ancora più profondo.

Nei giorni successivi, la A6 GCS/53 ha continuato il suo viaggio attraverso Toscana, Lazio, Umbria, Marche, San Marino ed Emilia-Romagna. Siena, la Val d’Orcia, Roma, Assisi, Gubbio, la Gola del Furlo e Rimini hanno fatto da scenario a una vettura che sembrava perfettamente a suo agio ovunque. Elegante nei centri storici, precisa sulle strade più guidate, sempre riconoscibile tra le altre protagoniste del “museo viaggiante”.

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Accanto alla storica A6 GCS/53, Maserati ha schierato anche quattro modelli della gamma attuale come support car: GranTurismo, GranTurismo Trofeo, GranCabrio e GranCabrio Trofeo. Le livree dedicate al centenario del Tridente hanno unito passato e presente senza forzature.