Ci sono auto stradali nate in tiratura limitata per raggiungere il quantitativo minimo richiesto per l’omologazione in Gruppo B delle rispettive versioni da corsa. Anch’esse, in alcuni casi, sono diventate iconiche. L’appellativo si coniuga in modo appropriato con la Peugeot 205 Turbo 16. Oggi torniamo ad occuparci di lei in quanto un esemplare della specie, del 1984, è in vendita privata da RM Sotheby’s. Non capita spesso. Ecco perché il ritorno sul mercato guadagna luci dei riflettori ancora più intense di quelle che naturalmente avrebbe per il prestigio storico e culturale, oltre che per la rarità.
L’auto offerta alla tentazione dei potenziali acquirenti è proprio quella del 1984 affidata a Quattroruote, per farla conoscere al pubblico italiano, mediante un test condotto da Ivan Capelli, ex pilota di Formula 1, che ha indossato pure la tuta della Ferrari. Un plus ulteriore che potrebbe incidere sulla portata dei rilanci.
Per assicurarsi questa vettura, bisogna prepararsi a sostenere una spesa di una certa consistenza. La richiesta è infatti di 265 mila sterline, pari col cambio odierno a circa 305 mila euro. Molti in senso assoluto, ma se si guarda alle cifre sborsate spesso per modelli di minore lignaggio o di corrispondente categoria, si può quasi parlare di una buona occasione, anche sul piano economico.
Questa Peugeot 205 Turbo 16 appartiene ai 200 esemplari costruiti per la già citata omologazione in Gruppo B. Più nello specifico è quella con telaio VF3741R76E5100152. Si trova a Chobham, nel Regno Unito, e si appresta a fare la gioia di un nuovo custode. La parentela con l’utilitaria francese da cui mutua il codice numerico si limita solo ad una vaga similitudine visiva, perché il resto è completamente diverso. Qui c’è molto più ardimento creativo, grazie anche alle norme molto permissive per la categoria regina dei rally di quegli anni. Siamo al cospetto di un vero gioiello ingegneristico.
Cuore pulsante della “belva” stradale di cui ci stiamo occupando è un motore a 4 cilindri in linea da 1.8 litri, disposto in posizione posteriore, capace di sviluppare, grazie anche alla sovralimentazione e alle 16 valvole, una potenza massima di 200 cavalli. Questo vulcano energetico, protetto da un cofano a conchiglia incernierato, scarica a terra la sua forza col supporto di un sofisticato sistema di trazione integrale a giunto viscoso.
Le sue prestazioni non erano feroci come quelle della versione da gara, ma avevano un tono molto muscolare, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 6.6 secondi e una velocità massima di oltre 220 km/h. Siamo al cospetto di numeri di alto livello, ma sono soprattutto le performance in termini di handling a stupire. Nel 2015 l’esemplare di cui ci stiamo occupando è stato sottoposto a un importante tagliando da R3-Rally Racing Rent di Vezano Sul Crostolo, Reggio Emilia, che ha incluso la sostituzione degli ammortizzatori, dei freni e del servofreno.

L’anno dopo la vettura è migrata in Inghilterra. Nel 2017 questa Peugeot 205 Turbo 16 fu acquistata dall’attuale proprietario, che ne ha avuto buona cura. Ad inizio 2026 l’auto è stata sottoposta a un riassetto meccanico completo da Thomas Marks Specialist Cars. Le fatture del lavoro sono allegate al fascicolo storico del lotto. Molto bassa la percorrenza accumulata nel tempo: poco più di 12.500 km da nuova. Un plus anche questo, nella dimensione collezionistica. Ora l’esemplare si prepara alla prossima avventura, insieme ad un altro compagno, che ne avrà sicuramente cura.
Ricordiamo che per fornire la migliore base di lavoro alla sorella da corsa, la “belva” stradale del “leone” di cui ci stiamo occupando sfoggia un telaio monoscocca in acciaio, integrato dietro da una struttura spaceframe tubolare nello stesso materiale. Qui il gruppo propulsore e le sospensioni trovano ancoraggio. Il grande portellone a conchiglia concede un agile accesso al cuore dell’auto.
Ovvio che un modello del genere susciti molto interesse, per la sua rarità, per la matrice ingegneristica espressa e per i successi in gara raccolti dalla versione di Gruppo B. In quest’ultima veste, la Peugeot 205 Turbo 16 scrisse pagine indelebili di motorsport. Il suo palmares nel campionato mondiale rally fu molto luminoso. Dal 1984 al 1986 la creatura da corsa francese portò a casa due titoli costruttori ed assicurò ai suoi interpreti altrettanti titoli piloti.
Oggi la ricordiamo anche perché nel 2026 ricorre il quarantesimo anniversario della conquista dell’ultimo mondiale nel Gruppo B, che andò proprio a lei, regina della specialità, in quella che fu l’epoca più estrema e affascinante dei rally mondiali. Vettura da corsa fra le più rivoluzionarie di sempre, quella del “leone” scrisse pagine indelebili nella storia del motorsport. Una parte significativa del merito va alla visione strategica di Jean Todt, ex copilota diventato direttore della neonata Peugeot-Talbot Sport.
Tecnicamente all’avanguardia, la Peugeot 205 Turbo 16 da corsa era un missile ruotato. La potenza iniziale si fissava a 350–370 cavalli, ma crebbe nel tempo, fino a toccare l’incredibile cifra di 560 cavalli con lo step noto come Evo 2. Il raffinato telaio, l’aerodinamica aggressiva e la distribuzione dei pesi studiata per la massima agilità resero questa creatura un’arma micidiale.
Compatta, leggerissima (da 960 a 930 kg) e potentissima, la Peugeot 205 Turbo 16 incarna perfettamente lo spirito estremo ed irripetibile del Gruppo B. Il suo debutto ufficiale avviene al Tour de Corse 1984, dove Ari Vatanen impressionò il mondo dominando la gara prima del ritiro. Fu il preludio a un finale di stagione straordinario: in sole cinque partecipazioni, la “belva” transalpina mise a segno tre successi (1000 Laghi, Sanremo e RAC Rally), facendo capire di che pasta era fatta. Tutti intuirono che lei sarebbe stata la vettura da battere.
La previsione fu rispettata nel 1985, con sette vittorie su dieci gare e la gloria iridata. Impresa che tornò a ripetersi l’anno dopo, a conferma delle doti del mezzo, capace di coniugare prestazioni estreme e affidabilità, per soffocare le aspirazioni delle altre attrici della disciplina. La vettura in esame seppe regalare pagine di storia molto luminose alla casa del “leone”. La sua fu una carriera sportiva sfolgorante, che ha lasciato il segno. Oggi, ancora, si ricordano le sue vittorie e il suo temperamento, già annunciato dalle linee molto aggressive del modello, presenti anche nella versione stradale, come quella in vendita privata da RM Sotheby’s.




Fonte | RM Sotheby’s
