Trent’anni di polvere, gesso secco e oggetti dimenticati. Dietro una parete di detriti in un garage di Los Angeles dormiva una Porsche 930 Slantnose cabriolet, una di quelle auto che i collezionisti cercano da anni senza trovarle. È il figlio del proprietario, Gray, a fare la scoperta: apre una porta, sposta qualche scatola, e lì c’è ancora lei, esattamente come l’aveva lasciata suo padre.
Il team di WD Detailing è intervenuto per il recupero della Porsche, ma prima ancora del detailing è stato necessario un lavoro quasi arqueologico. Gli pneumatici si erano staccati dai cerchioni, una ruota mancava dal mozzo. Solo dopo aver trovato una gomma di scorta e gonfiato gli altri pneumatici, la 930 è stata trascinata fino a un’officina di Englewood per una prima valutazione del telaio.

Ed è proprio lì che emerge il primo enigma. Il numero di serie identifica inequivocabilmente un telaio turbo di fabbrica, ma sotto il cofano posteriore siede un motore aspirato. Qualcuno, in qualche momento imprecisato dei trent’anni trascorsi in deposito, ha sostituito l’unità originale, o modificato la Slantnose partendo da una base diversa. Il mistero resta aperto.
La carrozzeria racconta una storia altrettanto complicata. Strati di gesso secco su alcune superfici, graffi profondi lasciati da una levigatura abbandonata a metà. Il team ha usato strumenti pesanti per riportare alla luce la vernice nera originale, lavorando con la pazienza che certi oggetti impongono.

All’interno della Porsche dormiente, i sedili in pelle rossa sono stati rimossi per liberare il pavimento da trent’anni di sedimento. Ed è proprio lì, tra la sporcizia, che è saltato fuori un pezzo di legno con la scritta “Papà”, un regalo che Gray aveva intagliato a scuola e dimenticato nell’abitacolo. Ogni centimetro della Slantnose è stato pulito a mano per preservare le finiture originali, incluso il volante Nardi d’epoca.
Gray ha dichiarato che l’auto è l’unica cosa che suo padre gli ha lasciato. Non sapeva nemmeno dove fosse esattamente, finché non ha aperto quella porta. Adesso sa che rimetterla su strada è una questione di rispetto verso una memoria, prima ancora che verso una Porsche.

Il prossimo passo è una revisione completa del motore. Le prestazioni devono tornare all’altezza di un’estetica che, dopo il restauro, ha già ritrovato la sua voce.
