A quasi dieci anni di distanza, quel giro al Nürburgring non smette di fare effetto. Quella Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio demoliva ogni certezza sul modo in cui si costruisce, e si guida, una berlina sportiva. Non era uno stile tedesco, non era ingegneria svizzera, era semplicemente Alfa Romeo, e bastava.
Il record della Giulia aprì una strada che lo Stelvio Quadrifoglio percorse quasi subito, replicando l’impresa nella categoria SUV. In un colpo solo, un marchio che fino a poco prima campava su MiTo e Giulietta si ritrovava con due primati assoluti sul circuito più temuto del mondo. Qualcuno borbottò che i tempi li cronometrava l’Alfa Romeo con le proprie auto. Chi le ha guidate, però, sa che quelle Quadrifoglio erano messe a punto in modo maniacale, e velocissime sul serio.

Per celebrare i record arrivarono le edizioni speciali NRING, 216 esemplari in totale, 108 per ciascuna variante, numero non casuale, era l’anno del 108esimo anniversario del marchio. Chi si aspettava livree fiammeggianti e allestimenti da corsa rimase sorpreso: l’unica tinta disponibile era il Grigio Circuito, colore esclusivo, sobrio, quasi severo. Le cose più estreme erano riservate alla GTA.

Quello che le NRING offrivano era comunque sostanziale. Freni carboceramici, sedili a guscio Sparco, inserti in fibra di carbonio. Non una trasformazione radicale, ma aggiornamenti che giustificavano i 20.000 euro (e passa) di sovrapprezzo richiesti ai clienti più fedeli. E in grigio con interni in carbonio e dettagli rossi, entrambe le Alfa erano, e restano, oggetti di straordinaria coerenza estetica.
L’esemplare qui in questione è il numero 97 dei 108 prodotti, anno 2019, con soli 15.000 km sul groppone. Una delle dodici Giulia NRING con guida a destra mai costruite, meno delle GTA con volante a destra in circolazione, per capirci. Trattata da collezione fin dal primo giorno.

Lanciata a oltre 90.000 euro, oggi è proposta a un prezzo di 74mila euro, cifra al di sotto di quella di una Giulia Quadrifoglio standard di ultima generazione con 520 CV e differenziale aggiornato. La logica direbbe di scegliere quella. Ma chi compra una NRING non sta seguendo la logica: sta comprando un colore, un numero di serie, e il diritto di dire di possedere un pezzo del video onboard più iconico della storia recente di Alfa Romeo.
