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Stellantis Cassino, si allunga ancora lo stop produttivo: attività ferme fino al 10 aprile

I reparti di lastratura, verniciatura, montaggio e le aree collegate resteranno infatti fermi fino a venerdì 10 aprile

Stellantis Cassino

Per lo stabilimento Stellantis di Cassino il momento resta molto complicato. La crisi dell’automotive continua a pesare in modo evidente e l’azienda ha comunicato un’ulteriore proroga del fermo produttivo. I reparti di lastratura, verniciatura, montaggio e le aree collegate resteranno infatti fermi fino a venerdì 10 aprile, facendo saltare la ripartenza che inizialmente era stata fissata per il 3 aprile.

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Confermate le paure di sindacati e lavoratori: a Cassino tutto fermo almeno fino al 10 aprile

È una situazione che, con il passare delle settimane, sta diventando sempre più pesante. La preoccupazione cresce non solo tra i lavoratori, ma anche tra i sindacati, le amministrazioni locali e tutte quelle aziende dell’indotto che dipendono direttamente dall’attività del sito di Piedimonte San Germano. Intorno allo stabilimento ruota infatti una parte importante dell’economia del territorio, e il prolungarsi dello stop rischia di mettere ulteriormente sotto pressione un tessuto produttivo già molto fragile.

I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Il 2025 si è chiuso con oltre 100 giorni di fermo, un ricorso continuo agli ammortizzatori sociali e appena 19.000 vetture prodotte. Anche l’inizio del 2026, almeno finora, non ha portato segnali incoraggianti: fino al 6 marzo, i circa 2.200 operai ancora in forza nello stabilimento avevano lavorato complessivamente soltanto 12 giorni. Un dato che rende bene l’idea della difficoltà che sta attraversando il plant. E al momento il futuro appare ancora nebuloso. Non si sa infatti quando partirà la produzione delle nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio inizialmente previste nel 2025 e nel 2026 che invece non arriveranno prima del 2028.

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A soffrire non è solo la fabbrica, ma l’intera filiera che le ruota attorno. Le aziende fornitrici, già provate da mesi di rallentamenti e incertezze, si trovano oggi a fare i conti con una situazione sempre più difficile da sostenere, sia sul piano produttivo sia su quello finanziario. E insieme alle imprese cresce la preoccupazione di tante famiglie che da questo comparto dipendono direttamente.

In questo quadro, il pressing portato avanti dai sindacati ha ottenuto una prima risposta istituzionale. La Regione Lazio ha infatti convocato un incontro urgente per affrontare la vertenza dello stabilimento di Cassino e la crisi delle imprese dell’indotto. Il tavolo è in programma per mercoledì 8 aprile alle 15:30, presso la Sala Aniene.

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A presiedere il confronto saranno la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, insieme all’assessore regionale al Lavoro, Alessandro Calvi. L’incontro rappresenta un passaggio importante, perché servirà a fare il punto sulla tenuta dell’intera filiera automotive regionale e a capire quali strumenti possano essere messi in campo per difendere occupazione e continuità produttiva.