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Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina: a Monte Carlo all’asta l’unica in verde abete

Si tratta di un’auto da Dolce Vita, che profuma di un passato romantico.

Ferrari 250
Foto da profilo Facebook RM Sotheby's

Una Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina del 1961 si appresta a passare sotto il martello del banditore, offrendo una nuova tentazione d’acquisto ai collezionisti più facoltosi del pianeta. La vendita sarà celebrata con lo schema dell’asta, a Monte Carlo, nella giornata di sabato 25 aprile. Pochi giorni ci separano ormai dall’appuntamento.

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A curare la pratica dell’alienazione ci penseranno gli specialisti di RM Sotheby’s, che trattano spesso auto di altissimo lignaggio. La professionalità è quindi assicurata. Il codice numerico presente nella sigla del lotto rimanda alla famiglia più nobile di casa Ferrari. Anche se non è fra le regine della specie, la vettura di cui ci stiamo occupando ha un grande valore storico, emotivo e culturale.

Fra i suoi punti di forza, una caratteristica molto distintiva: la verniciatura Verde Abete Savid. Nessun altro dei 200 esemplari del modello è stato rifinito in fabbrica allo stesso modo. Un valore aggiunto, in termini di rarità e quindi nella prospettiva collezionistica.

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Certificata da Ferrari Classiche, questa Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina è stata oggetto di un meticoloso restauro biennale da parte degli rinomati specialisti Bacchelli & Villa. Oggi si offre nel massimo splendore, come testimonia il premio “Best of Show: Gran Turismo” vinto all’ultima edizione di Cavallino Classic.

Ferrari 250
Foto da profilo Facebook RM Sotheby’s

Stiamo parlando dell’esemplare con telaio numero 2381 GT, uno dei più ricercati della specie. Il fatto che sia una sorta di unicorno si traduce in riflessi positivi sulle quotazioni, più alte della media. Gli specialisti ipotizzano un prezzo di vendita compreso fra 1.4 e 1.6 milioni di euro, ma non si possono escludere sorprese, magari al rialzo. Tutto dipenderà dal tenore della contesa fra gli offerenti.

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L’auto destinata a passare di mano è la numero 112 della specie ad essere stata prodotta. Appartiene, come dicevamo, alla seconda serie del modello e sfoggia un passo corto di 2.400 millimetri: quello delle SWB (Short Wheel Base). Rispetto alla prima serie cambiano anche certi lineamenti della carrozzeria, con proporzioni più conservative e dettagli di finitura meno invasivi. Ne deriva un aspetto sobrio ma di grande eleganza. Qui non c’è il carisma della California, ma il carattere estetico non manca.

Sotto il cofano anteriore della Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina batte un cuore V12 da 3.0 litri di cilindrata, nato come evoluzione di quello progettato da Gioacchino Colombo. Questo motore si giova di alcune soluzioni mutuate dalla Testa Rossa ed offre una tempra energetica molto decisa, che mette in risalto le doti sportive del modello. Il tutto in un quadro di grande affidabilità e di sublime piacere di guida.

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L’auto messa all’asta a Monte Carlo da RM Sotheby’s si propone come una delle più preziose della serie. Fu consegnata nuova a Milano, presso il noto concessionario italiano del marchio Crepaldi. Anche se mancano alcune pagine nella storia dell’esemplare proposto ala tentazione dei potenziali acquirenti, è certo che questa scoperta, dopo un certo periodo, fu esportata negli Stati Uniti d’America e verniciata nel classico Rosso.

Come riferisce la scheda di vendita, verso la metà degli anni 2000, la Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina di cui ci stiamo occupando appartenne a tale Bruce Robertson, un appassionato di auto sportive italiane residente a Lake Forest, nell’Illinois. Quest’ultimo, quando le lancette del tempo segnavano il mese di gennaio del 2006, decise di separarsi dal suo gioiello, che finì nel garage di Bruce Lustman.

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Parliamo di un importante collezionista del Colorado, che possedeva anche altri modelli d’epoca di pregio come una 166 MM, una 340 Mexico, una 500 TRC e una fantastica GTO, apripista delle odierne supecar del marchio, note come “big six”, la cui ultima espressione è la travolgente F80.

Sotto la sua proprietà, la “nostra” Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina fu sottoposta ad un intervento di restauro, presso la Farland Classic Restoration di Englewood, in Colorado, che le fece guadagnare un look full black. Altri passaggi di proprietà si alternarono negli anni a seguire.

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Il maggior legame temporale con lei si realizzò con un diplomatico austriaco in servizio a Monaco, che la possedette per ben 15 anni. Nel maggio 2023 la vettura ora in vendita fu acquistata dalla Bacchelli & Villa, ditta italiana specializzata nel restauro di Ferrari. Non un’azienda qualunque, ma uno dei nomi più prestigiosi del settore. In questa fase temporale la scoperta emiliana tornò alla veste cromatica delle origini, recuperando un magnifico splendore su tutti i fronti.

Il lavoro avvenne con il supporto di alcuni tra i più stimati artigiani automobilistici italiani, tra cui Sport Auto di Diena & Silingardi per la revisione meccanica, Elettrauto Gatti per il rifacimento dell’impianto elettrico e della strumentazione, e Tappezzeria Luppi per il recupero degli interni. Il risultato? Un autentico gioiello, frutto di un processo di recupero eseguito allo stato dell’arte.

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La riprova della eccellenza così guadagnata dalla Ferrari 250 GT Cabriolet Serie II Pininfarina messa all’asta giunse dalla luminosa partecipazione al Cavallino Classic, nel maggio 2025, dove l’auto vinse il “Platinum Award” e il “Best of Show: Gran Turismo“, un riconoscimento di alto pregio che sottolinea l’eccezionale valore dell’esemplare.

Ora la vettura è sotto esame a Maranello, per il rinnovo della certificazione Ferrari Classiche, dopo l’aggiornamento estetico con i colori originali di fabbrica. Questa scoperta, presentata in modo impeccabile, vanta una provenienza eccezionale, essendo l’unica Cabriolet Serie II vestita con la rara colorazione Verde Abete Savid. Per il suo straordinario stato di conservazione e le sue specificità, può essere vista come una delle espressioni più ricercate della specie. Un simile gioiello è in grado di aggiungere note di luce a qualsiasi collezione, anche alla più esclusiva. Noblesse oblige!

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Fonte | RM Sotheby’s

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