Di hot hatch come la Opel Astra non si è più parlato. Specie se andiamo a vedere il Regno Unito. Vauxhall, infatti, sta sviluppando una nuova Astra ad alte prestazioni interamente elettrica, destinata a portare il badge GSE, il brand performance del costruttore.
Il timing non è casuale. Ford ha ritirato la Focus ST dal mercato, Honda ha fatto lo stesso con la Civic Type R nella sua versione termica, e il segmento delle compatte sportive a benzina si sta svuotando con una velocità supersonica.

Opel, e quindi insieme a Vauxhall, ha visto l’apertura e ci sta entrando, ma con un propulsore elettrico da 277 CV, lo stesso che equipaggerà la futura Corsa GSE, abbinato a un differenziale autobloccante elettronico e trazione anteriore. Un pacchetto tecnico già rodato, quindi, declinato su una berlina compatta.
Il contesto è altrettanto rilevante di quello tecnico. C’è forse un problema di percezione: alta razionalità, bassa attrazione emotiva. Lo ha detto senza giri di parole Michael Auliar, nuovo direttore commerciale di Vauxhall, citando i risultati dei sondaggi interni. Le GSE sono la risposta a questa fragilità, in un mercato dove la pressione dei nuovi brand cinesi non lascia spazio all’autocompiacimento.
Vale la pena ricordare che la prima Astra GSE, presentata nel 2023 come ibrida plug-in da 222 CV, non aveva convinto pienamente: troppo poco potente per giustificare l’etichetta sportiva. È stata la Mokka GSE, arrivata lo scorso anno con 277 CV e un assetto specifico, a ridefinire cosa debba significare GSE. La nuova Astra erediterà quella filosofia, con la concreta possibilità di spingere ancora più in alto la potenza.

Nel frattempo, il programma sportivo si consolida. Vauxhall parteciperà all’ADAC GSE Rally Cup con una Mokka ampiamente modificata, affidata al giovane pilota gallese Lloyd in prestito, mentre la Corsa GSE è già in fase di test sul Nürburgring Nordschleife.
