John Elkann ridisegna il racconto recente di Stellantis e, nel farlo, manda un messaggio chiaro all’era Carlos Tavares. Nelle sue ultime dichiarazioni, il presidente esecutivo del gruppo ha indicato senza giri di parole che i risultati record del 2023, pur straordinari nei numeri, si sono rivelati nel tempo difficili da sostenere. Un passaggio che suona come una critica precisa alla gestione precedente e che accompagna l’avvio di una nuova fase per il costruttore automobilistico.
John Elkann ribadisce il netto cambio di strategia di Stellantis rispetto all’era Tavares
Il tema è emerso sia durante la conference call sui risultati finanziari di Exor, primo azionista singolo di Stellantis, sia nella lettera annuale agli azionisti della holding. Elkann ha definito il 2026 un anno cruciale per il gruppo, ricordando che il 21 maggio, in occasione del Capital Markets Day, Stellantis presenterà il proprio piano industriale. Ma, oltre alla prospettiva futura, a colpire sono soprattutto le riflessioni sul passato.
Il presidente ha ricordato che nel 2023 Stellantis aveva raggiunto ricavi netti pari a 189,5 miliardi di euro e un utile netto di 18,6 miliardi. Numeri eccezionali, che però oggi vengono letti con uno sguardo diverso. Secondo Elkann, quella performance si è rivelata “insostenibile”, evidenziando quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri in un gruppo industriale così complesso. È una frase pesante, che di fatto mette in discussione la tenuta del modello che aveva sostenuto la stagione di Tavares.

Il riferimento all’ex amministratore delegato resta implicito nei toni, ma molto chiaro nella sostanza. Elkann parla infatti della necessità di riconsiderare alcune decisioni interne prese negli anni precedenti e insiste sul fatto che la lezione sia stata dura. Il 2025, nelle sue parole, è stato un anno di resa dei conti, con forti pressioni esterne, perdite record e un netto ridimensionamento del valore del gruppo. Da qui la necessità di una correzione di rotta.
La nuova linea indicata dal vertice punta su qualità, disciplina operativa e maggiore vicinanza ai clienti. Elkann sottolinea che Stellantis ha già avviato una trasformazione profonda sotto la guida di Antonio Filosa, con un ritorno all’attenzione per ingegneria, produzione, vendite e responsabilità interna. In altre parole, il gruppo vuole lasciarsi alle spalle una stagione segnata da obiettivi finanziari molto ambiziosi, ma ritenuti non abbastanza solidi nel medio periodo.

Il piano industriale di maggio avrà quindi un significato che va oltre i target economici. Sarà il documento con cui Stellantis proverà a dimostrare di aver davvero voltato pagina. E, allo stesso tempo, rappresenterà il primo atto concreto di una discontinuità che Elkann ha già iniziato a raccontare, anche attraverso una presa di distanza sempre più evidente dall’impostazione di Tavares.
