Il contrasto tra i conti di Exor e quelli di Stellantis emerge con forza dai numeri più recenti. Da una parte la holding della famiglia Agnelli distribuisce 100 milioni di euro di dividendi, con 55 milioni destinati alla Giovanni Agnelli BV, azionista al 55% e rappresentativa dei discendenti del Senatore tra cui John Elkann. Dall’altra, Stellantis quest’anno non distribuirà dividendi e si trova invece a fare i conti con oneri per 22 miliardi. Due scenari molto diversi, che fotografano una distanza sempre più evidente tra la solidità della cassaforte finanziaria e le difficoltà del gruppo automobilistico.
Raddoppiata la paga base di John Elkann in Exor: aumentano anche incentivi e benefits, dopo aver venduto Comau, Iveco e La Stampa
A rafforzare il quadro di Exor contribuisce anche il valore gestito dal cosiddetto “portafoglio privato” rappresentato da Lingotto, che arriva a 10 miliardi di euro. Un dato che si inserisce in una fase di forte riorganizzazione del perimetro del gruppo, segnata da una serie di cessioni rilevanti. Dopo Comau, Iveco e, più recentemente, Stampa e Repubblica, la holding continua a ridefinire la propria struttura, consolidando risorse e liquidità.
In questo contesto si inserisce anche l’aggiornamento della retribuzione di John Elkann nel suo ruolo di amministratore delegato di Exor. Secondo quanto riportato nella relazione finanziaria della holding, la sua paga base era rimasta invariata dal 2022. Per questo motivo si è deciso di adeguarla: dai 500.000 euro annui del 2024 si passa così a 1 milione netto nel 2025.

A questa cifra vanno poi aggiunte le componenti variabili, legate ai risultati della holding. Gli incentivi di breve periodo salgono da 500.000 euro a 2 milioni di euro, mentre quelli di lungo periodo passano da 10 milioni e 290.976 euro del 2024 a 11 milioni e 697.750 euro nel 2025. Considerando anche benefits come assicurazione sanitaria e accantonamenti, la retribuzione complessiva netta di John Elkann per il 2025 raggiunge 14 milioni e 850.630 euro.
Accanto allo stipendio va poi considerato anche il capitolo dividendi. Dei 55 milioni di euro destinati alla Giovanni Agnelli BV, il 38% fa capo alla Dicembre società semplice, la cassaforte dei fratelli Elkann. Questo si traduce in 20,9 milioni di euro. All’interno della Dicembre, John Elkann controlla il 60,1%, quota che gli attribuisce circa 12,5 milioni di euro. A Lapo e Ginevra Elkann andrebbero invece circa 4 milioni di euro ciascuno.

Il quadro che emerge è quello di una Exor in grado di generare cassa, valorizzare asset e distribuire risorse ai soci, mentre sul fronte Stellantis la situazione resta molto più complessa. Ed è proprio questo scarto tra la tenuta della holding e le difficoltà dell’automotive a rendere ancora più evidente il peso delle scelte strategiche compiute negli ultimi mesi.
