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La Peugeot che si spaccia per Ferrari: l’inganno più bello degli anni Cinquanta

Sembra una Ferrari anni ’50, ma sotto la carrozzeria in alluminio batte un cuore Peugeot. La 203 Calès è un esemplare unico da 75.000 euro.

Rosso fiammante, cofano lungo e nervato, cerchi a raggi, muso spiovente. Parcheggiata sul bordo di una stradina di campagna, questa barchetta cattura lo sguardo con la stessa prepotenza di una piccola Ferrari degli anni Cinquanta. Il tipo che ti aspetteresti di vedere alla Mille Miglia, non nel parcheggio di un supermercato. Qui (incredibilmente) parliamo di una Peugeot.

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Il marchio, infatti, non è italiano. La meccanica ancora meno. Eppure la piccola bomba a orologeria del motorsport storico viene proposta a 75.000 euro, con stime che oscillano tra i 70.000 e i 90.000, dalla casa d’aste Aguttes, che non si fa scrupoli a definirla “la Ferrari delle Peugeot 203”. Una provocazione? Forse.

Peugeot 203 Calès

Dietro quella silhouette così spudoratamente latina si nasconde una storia tutta francese, nata a Bordeaux negli anni Cinquanta e costruita attorno a una tranquilla berlina di Sochaux. Il suo nome è Peugeot 203 Calès, esemplare unico ideato da Jacques Calès, concessionario Peugeot a Bordeaux, che nel 1954 la iscrisse al Gran Premio della sua stessa città.

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Prima coupé, poi ricarrozzata come barchetta in alluminio nello stesso anno, con un design attribuito a Henri Rignault, che si dice si sia ispirato allo stilista italiano Pietro Frua, e una carrozzeria firmata da Firmin Dura, carrozziere ufficiale della concessionaria Peugeot di Dax.

Peugeot 203 Calès

Sotto la vernice, però, la Francia non cede un centimetro. Il telaio è tubolare, la meccanica arriva da una Simca 8, mentre il motore è un quattro cilindri Peugeot 203 profondamente elaborato: testata con valvole maggiorate, collettore di aspirazione Constantin, carburatore Solex a doppio corpo, pistoni Mahle, cilindrata portata a 1.500 cc. Lo scarico laterale Darl’Mat fuoriesce sul fianco destro, appena prima dell’asse posteriore. Il venditore parla di un suono accattivante, un retrotreno ultraleggero e un carattere tutt’altro che familiare.

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Anche il cambio viene da una 203 di serie, ma montato sul pavimento con schema invertito: la prima è in basso a destra. Un dettaglio che racconta tutto il carattere di un’epoca in cui guidare richiedeva ancora un certo impegno fisico e mentale.

Con circa 45.000 km percorsi e l’omologazione per le competizioni storiche, la Peugeot 203 Calès è candidata naturale al Tour Auto 2026, in programma da Parigi a Biarritz dal 3 al 9 maggio.

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