in

Stellantis alza la pressione sui concessionari: obiettivo +25% di vendite entro il 2026

Negli USA Stellantis chiede ai rivenditori di aumentare le vendite

Stellantis USA

Stellantis prova a cambiare passo negli Stati Uniti e lo fa con una richiesta molto chiara alla propria rete commerciale: aumentare le vendite del 25% entro il 2026. Un obiettivo ambizioso, soprattutto in un contesto in cui il gruppo continua a fare i conti con un indebolimento progressivo della propria posizione sul mercato americano, da anni uno dei più importanti per i suoi marchi.

Advertisement

Negli USA Stellantis pretende risultati dai suoi rivenditori già nel 2026

Il segnale che arriva dall’azienda è netto. Dopo una lunga fase segnata da risultati in calo, spiegazioni e difficoltà di mercato, ora la priorità sembra essere una sola: tornare a vendere di più, e farlo in tempi rapidi. Il problema, però, è che questa offensiva commerciale arriva mentre il quadro generale resta complicato. Secondo le previsioni, la quota di mercato di Stellantis negli Stati Uniti sarebbe scesa dal 12,5% del 2020 a circa l’8% nel biennio 2024-2025, un dato che fotografa una flessione significativa e ormai non più occasionale.

A pesare è soprattutto la perdita di slancio di diversi marchi storici del gruppo. Chrysler, Dodge e Fiat appaiono sempre più marginali nel panorama americano, mentre anche Jeep e Ram, che per anni hanno rappresentato i pilastri commerciali dell’azienda, mostrano segnali di minore forza rispetto al passato. In questo scenario, Stellantis sembra aver deciso di puntare in modo molto diretto sulla rete dei concessionari, chiamata ancora una volta a fare la differenza sul campo.

Advertisement
stellantis usa

Il nodo, però, resta sempre lo stesso: i concessionari possono certamente aiutare ad accelerare le vendite, ma non possono compensare da soli eventuali limiti strutturali dell’offerta. L’azienda guidata da Antonio Filosa starebbe cercando di sostenere questa fase con un budget marketing più consistente e con una revisione dei prezzi, due leve classiche quando si vuole recuperare terreno in tempi brevi. Ma non è detto che basti.

Gli sconti possono certamente dare una spinta alle immatricolazioni, ma nel lungo periodo rischiano anche di indebolire il valore percepito dei marchi. Allo stesso modo, una maggiore pressione pubblicitaria può aumentare la visibilità, ma difficilmente riesce da sola a risolvere un problema più profondo, cioè la capacità dei prodotti di risultare davvero centrali e desiderabili nei rispettivi segmenti.

Advertisement

Stellantis, è vero, ha già annunciato novità importanti come la Jeep Recon elettrica e il Ram 1500 REV, modelli che dovrebbero contribuire a rinnovare l’immagine del gruppo e a rafforzarne la presenza nella nuova fase della mobilità. Tuttavia, il cuore della gamma resta ancora fortemente legato ai motori termici e a una struttura di offerta più tradizionale. In un mercato in cui la concorrenza continua a investire su piattaforme inedite, software, elettrificazione e nuovi modelli, questo può diventare un limite.

Jeep Recon

La sensazione, osservando questa strategia, è che Stellantis stia cercando di reagire più sul piano commerciale che su quello industriale. Più che presentare una svolta radicale o un nuovo corso chiaramente definito, il gruppo sembra chiedere alla sua rete di vendita uno sforzo extra per colmare un ritardo che nasce altrove.

Advertisement

Resta quindi una domanda di fondo: sarà sufficiente aumentare la pressione sui concessionari per invertire davvero la tendenza? La risposta dipenderà non solo dalla loro capacità di vendere di più, ma soprattutto dalla forza con cui Stellantis saprà rilanciare i suoi marchi e rendere la propria gamma nuovamente competitiva e convincente agli occhi dei clienti americani.