La Ferrari SF90 XX Stradale è una delle auto più eccitanti degli ultimi anni. Il suo taglio racing va oltre la dimensione visiva ed è l’espressione di un’anima autenticamente legata alle performance più estreme. Diverse volte ci è capitato di confrontarci con esemplari della specie sottoposti a un processo di personalizzazione curato dal reparto Tailor Made della casa di Maranello.
Evidentemente la rarità del mezzo non basta ad appagare tutti i clienti che, con una certa frequenza, cercano di cucirsi addosso il proprio esemplare, andando oltre la semplice lista degli accessori e delle opzioni del catalogo “ordinario”.
Oggi ci occupiamo di quella che forse è l’interpretazione più recente sul tema o, comunque, di quella divulgata per ultima sui canali social ufficiali del “cavallino rampante“. Questa Ferrari SF90 XX Stradale Tailor Made unisce senza sforzo la vitalità della corsa con l’esclusività artigianale. Si distingue per l’appariscente livrea in fibra di carbonio esposta, accentata da Giallo Modena pinstripes. Tale miscela crea una superficie vibrante che amplifica la tensione dinamica e la leggerezza del corpo.
Il dreamline in tinta yellow presente nell’abitacolo sancisce una continuità visiva con l’outfit esteriore della carrozzeria, sfruttando appieno le potenzialità del programma su misura. Come al solito, non cambia la scheda tecnica. Qui le modifiche si limitano agli aspetti visibili, legandosi ai cromatismi e agli abbinamenti materici. Nessun elemento tocca la sostanza.
Del resto, su un mezzo del genere nessuno, fra quelli con vera passione nel cuore, sognerebbe di cambiare l’essenza del prodotto. Men che meno una simile tentazione verrebbe agli uomini della casa di Maranello, principali custodi dei valori del mito e dell’originalità dei loro prodotti, che non possono essere deturpati o feriti come accade, spesso, su tuning esterni.
Protagonista del trattamento a cura del reparto Tailor Made di cui ci stiamo occupando oggi è stata, come dicevamo, una Ferrari SF90 XX Stradale, una “belva” destinata a prendere forma in soli 799 esemplari, cui vanno aggiunti i 599 della variante Spider. L’aspetto scenico è pazzesco: sembra un’auto scappata dalla 24 Ore di Le Mans, ma ha un’ottima dose di eleganza, specie tenendo conto del segmento di mercato dove scrive le sue note. Sicuramente Flavio Manzoni, capo del centro stile interno della casa di Maranello, ha fatto un eccellente lavoro.

I suoi flussi materici sono intriganti e riducono a banali agglomerati di lamiere prive di anima quasi tutte le altre auto che affollano quotidianamente le nostre strade. Il sound è delizioso, pur se lontano dalla inarrivabile magia dei V12, le cui note sonore sono uniche. Qui la spinta fa leva su un 8 cilindri da 4.0 litri, sovralimentato con 2 turbine e integrato da tre motori elettrici, per una potenza di sistema di 1.030 cavalli. Al momento del debutto era la “rossa” stradale più potente mai prodotta. Ben 797 cavalli della corposa scuderia giungono dall’unità endotermica, che è l’epicentro della sua forza e delle sue vulcaniche esplosioni emotive.
Ne deriva un quadro prestazionale di assoluta eccellenza, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.3 secondi e da 0 a 200 km/h in 6.5 secondi. Incredibile il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano, dove ferma i cronometri su 1’17″30. Siamo ben sotto il tempo di 1’19″70 scritto in classifica da LaFerrari. L’efficienza aerodinamica della Ferrari SF90 XX Stradale è al vertice. Molto accurato lo studio dei flussi, orientato soprattutto alla ricerca della massima deportanza, come si evince dalla presenza del grande alettone a tutta larghezza che domina la parte posteriore.
Tale soluzione ha riportato l’appendice alare nel listino del “cavallino rampante”, dopo un’assenza che durava dai tempi della F50. A differenza di quanto accadeva su quest’ultima e sulla precedente F40, qui lo spoiler non è raccordato alla carrozzeria da elementi di connessione laterale, ma ciò non va a detrimento dello stile. Cresce, invece, in modo sensibile la downforce, rispetto alle due “rosse” delle big six precedentemente menzionate.




Fonte | Ferrari
