Volkswagen ID. Polo: oltre il prezzo, bisogna pagare (ancora) per usarla davvero

La Volkswagen ID. Polo è in configuratore da 35.820 euro. Peccato che alcune dotazioni siano già installate ma accessibili solo a pagamento.
Volkswagen ID. Polo

La Volkswagen ID. Polo è arrivata sul configuratore ufficiale, almeno nella versione con batteria da 52 kWh. I prezzi partono da 35.820 euro. E già qui, per molti, la festa si ridimensiona.

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Ma il numero che fa più rumore non è quello del listino. È quello che compare qualche riga più in basso, nell’elenco degli equipaggiamenti dell’allestimento base Life, dove appare un messaggio piuttosto eloquente: “Preparazione per l’attivazione successiva: opzione riscaldamento sedili anteriori disponibile”. La resistenza è già lì sulla ID. Polo, montata sotto la seduta, pronta a scaldarti. Manca il pagamento.

Volkswagen ID. Polo
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A quel punto il cliente ha le sue opzioni. Può acquistare il Pacchetto Invernale, sedili e volante riscaldati, al momento dell’ordine, per 630 euro. Oppure può aspettare, aprire il touchscreen e comprare solo i sedili riscaldati in un secondo momento, a 385 euro. O ancora, può abbonarsi, 95,90 euro l’anno, 18,50 euro al mese. Per scaldarsi i sedili.

Volkswagen ID. Polo

Non è una novità, e Volkswagen non è nemmeno la più creativa in questo campo. Sulla ID.3 pre-restyling il marchio di Wolfsburg aveva già sperimentato la possibilità di aumentare la potenza del motore tramite abbonamento, che è una cosa che appartiene a un certo tipo di distopia automobilistica che si sta materializzando sempre più spesso.

Volkswagen ID. Polo

Il sistema che vediamo sulla ID. Polo non è certo nuovo, ha radici profonde nel segmento premium. BMW e Mercedes lo praticano da anni: navigazione, riscaldamento dei sedili, illuminazione ambientale, sistemi di assistenza alla guida. Funzioni fisicamente presenti nell’auto, attivabili su richiesta, dietro corrispettivo. Tesla negli Stati Uniti chiede 99 dollari al mese per il pacchetto di guida autonoma FSD.

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Il pattern è chiaro. L’auto diventa una piattaforma, il cliente un abbonato. L’hardware è incluso nel prezzo d’acquisto nel senso più stretto del termine, è lì, esiste, ma non funziona. Il software fa da cancello.

Che Volkswagen estenda questa logica a un modello pensato per democratizzare l’elettrico, una city car da 35.000 euro abbondanti, dice qualcosa sul modo in cui il settore intende il concetto di dotazione di serie.