Ferrari ha deciso di parlare apertamente della questione legata al nome Luce, e lo ha fatto con una posizione piuttosto chiara. Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un possibile intreccio con Mazda, da Maranello è arrivata una risposta che lascia intendere come il marchio non sembri particolarmente preoccupato. In sostanza, Ferrari sostiene di avere il diritto di utilizzare a livello internazionale il nome “Ferrari Luce”, sulla base della registrazione effettuata e delle verifiche preliminari che, secondo l’azienda, non avrebbero fatto emergere diritti attivi di terzi in conflitto.
Ferrari sostiene di avere il diritto di utilizzare a livello internazionale il nome “Ferrari Luce”
Il tema è diventato interessante perché riguarda un modello molto importante per il futuro del Cavallino. Luce sarà infatti, salvo sorprese, il nome della prima Ferrari elettrica di serie, una vettura destinata a rappresentare una svolta storica per il marchio. Ferrari aveva svelato questa denominazione il 9 febbraio, durante la presentazione degli interni del nuovo modello, depositando nello stesso giorno anche la domanda di registrazione in Italia. Poche settimane più tardi, il 4 marzo, Mazda ha presentato in Giappone una richiesta di registrazione per il nome “Luce”, riaccendendo subito l’attenzione attorno alla vicenda.
Secondo quanto trapela da una fonte vicina a Maranello, quando Ferrari ha svolto le proprie verifiche eventuali diritti legati in passato ad altri costruttori, compresa Mazda, sarebbero risultati scaduti. È questo, probabilmente, uno dei motivi per cui la Casa italiana affronta la situazione con apparente tranquillità. C’è poi un dettaglio tutt’altro che secondario: il marchio registrato da Ferrari non è semplicemente “Luce”, ma “Ferrari Luce”. Una differenza che potrebbe avere un peso importante, anche perché in passato il costruttore ha seguito la stessa logica con altri nomi, come nel caso di Ferrari California.

Detto questo, la mossa di Mazda resta comunque significativa. Luce non è un nome qualsiasi nella storia del marchio giapponese. È stato utilizzato per diverse generazioni di berline tra gli anni Sessanta e i primi anni Novanta, e in Giappone conserva ancora un certo valore simbolico. In alcuni mercati quelle vetture erano conosciute come Mazda 929, ma il nome Luce ha continuato ad avere un peso nella memoria del brand. Non a caso, nel 2017 Mazda aveva richiamato proprio quel patrimonio quando presentò la Vision Coupe, spiegando che il concept era un omaggio alla Luce Rotary Coupé del 1969.
Per ora non è chiaro se la nuova registrazione giapponese sia una semplice mossa di tutela, il segnale di un possibile riutilizzo futuro del nome o un modo per presidiare il marchio sul mercato locale. Finché Mazda non chiarirà ufficialmente le proprie intenzioni, il quadro resterà inevitabilmente aperto. Ma al momento non si può ancora parlare di uno scontro vero e proprio.

Intanto, sullo sfondo, continua a prendere forma una delle Ferrari più attese degli ultimi anni. La futura Luce, attesa nel 2026, sarà la prima elettrica di serie di Maranello e per questo rappresenta molto più di un nuovo modello. Sarà un passaggio simbolico e industriale insieme, perché porterà Ferrari in un territorio del tutto nuovo senza rinunciare all’ambizione di restare riconoscibile.
Anche i primi dati tecnici contribuiscono ad alimentare l’attenzione. Si parla di quattro motori elettrici, di uno 0-100 km/h in 2,5 secondi, di una velocità massima di 310 km/h, di una batteria da 122 kWh, di 530 chilometri di autonomia dichiarata e della compatibilità con la ricarica a 350 kW. Numeri importanti, che spiegano bene perché attorno a questa vettura ci sia già così tanto interesse.
