A volte i segnali più interessanti arrivano da decisioni che, sulla carta, sembrano soltanto organizzative. È anche per questo che il richiamo progressivo dei dipendenti Stellantis in ufficio viene letto da qualcuno come un indizio di ritrovata centralità delle sedi operative, compresa Torino. Un passaggio che può essere interpretato con cauto ottimismo, anche se non mancano dubbi e interrogativi su tempi, spazi e impatto sulla vita quotidiana dei lavoratori.
Stellantis richiama tutti in ufficio: a Torino la palazzina degli Enti Centrali è in ristrutturazione, ci sarà spazio per tutti?
La direzione, in realtà, era già stata indicata nei mesi scorsi. Il nuovo management guidato da Antonio Filosa ha scelto di imprimere una svolta rispetto al modello adottato durante e dopo la pandemia, puntando a riportare in presenza tecnici, ingegneri e quadri intermedi. L’idea è quella di ricostruire una quotidianità fatta di confronto diretto, riunioni immediate e scambi continui, anche informali, all’interno degli uffici.
Finora, nel gruppo era rimasto in vigore un modello ibrido che prevedeva almeno un giorno e mezzo di presenza settimanale, una soluzione nata nel pieno dell’emergenza sanitaria e poi rimasta operativa. L’obiettivo ora è però molto più ambizioso: tornare gradualmente a una presenza piena, cinque giorni su cinque. Negli Stati Uniti il rientro totale partirà già dalla fine di marzo, mentre in Europa il percorso sarà più graduale e diluito nel tempo.

In Italia, secondo le indicazioni emerse finora, saranno circa 5 mila gli addetti richiamati in ufficio per tre giorni a settimana entro settembre 2026, su un totale di circa 8 mila dipendenti coinvolti. Una misura che riguarda da vicino anche Torino e in particolare Mirafiori, storico centro nevralgico del gruppo, insieme alla palazzina degli Enti Centrali, l’edificio simbolo su cui svettava la scritta Fiat e che attualmente è interessato da un importante intervento di ristrutturazione con conclusione prevista nel 2027.
Ed è proprio qui che si apre uno dei nodi principali. Se il ritorno in presenza dovrà diventare più consistente, resta da capire se gli spazi attuali siano davvero pronti ad accogliere un numero maggiore di lavoratori. A Mirafiori, infatti, trovano posto anche la sede di Stellantis Europe Enlarged e quella di ProOne, in ambienti che sembravano essere stati concepiti proprio per una gestione flessibile delle presenze, con rotazioni pensate attorno allo smart working.
Accanto agli aspetti logistici, ci sono poi quelli sociali. In questi anni molti dipendenti hanno rimodulato abitudini, tempi e perfino scelte abitative sulla base del lavoro da remoto. Alcuni si sono trasferiti fuori Torino, contando su una presenza ridotta in ufficio. Per loro, il nuovo assetto potrebbe tradursi in un ritorno al pendolarismo e in una revisione forzata dell’equilibrio costruito negli ultimi anni.

Per questo, accanto a chi legge il richiamo in ufficio come un segnale di attenzione verso i poli storici del gruppo, cresce anche l’attesa per un possibile confronto sindacale. Per Stellantis, il ritorno alla presenza sarà anche un passaggio delicato nella ridefinizione del rapporto tra azienda, spazi e persone.
