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Quello della DS N°7 è un piano di rilancio che Stellantis non può sbagliare

La nuova DS N°7, presentata a Vélizy-Villacoublay, sembra l’ultima spiaggia di un’ambizione che finora ha viaggiato a marce ridotte.

ds n°7 2026

Quattro anni di silenzio commerciale non sono una buonissima strategia, per essere gentili. I numeri raccontano oggi il conto presentato dalla realtà a DS Automobiles: un crollo del 23% in Europa e un pesantissimo -20,8% nel giardino di casa, la Francia. Non chiamatelo calo fisiologico, perché si tratta del prezzo di un’assenza di prodotto che ha polverizzato la pazienza di concessionarie e clienti, lasciati a digiuno mentre la concorrenza banchettava.

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Oggi, il marchio prova a riemergere dal limbo con la nuova DS 7, presentata a Vélizy-Villacoublay come l’ultima spiaggia di un’ambizione che finora ha viaggiato a marce ridotte. Alain Descat, l’uomo al timone della divisione premium di Stellantis France, cala un poker di mosse che rappresenta una scommessa identitaria.

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Il peccato originale risale al 2014: sogni di gloria tra orologeria e alta moda, ma investimenti che non hanno mai tenuto il passo dei proclami. Se la N°8 ha provato a ridefinire il manifesto del brand a fine 2025, pur scontando l’imbarazzo di batterie a lunga autonomia che arrivano con tempi di consegna biblici, e la N°4 respira grazie al ritorno della pubblicità in TV e al pragmatismo del motore MHEV da 145 CV, ora tutto il peso del rilancio poggia sulle spalle della rigenerata DS N°7.

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Gli ordini apriranno a maggio, con il debutto commerciale fissato per ottobre sotto le luci del Salone di Parigi. Il piano di Descat è un mix di vendite che punta sul 30% rispettivamente per la N°7 e la N°4, lasciando le briciole alla DS 3 e alla N°8.

In Francia, sono 76.000 le “vecchie” DS 7 circolanti che si vedranno affiancate dalla nuova arrivata, per due terzi blindate da flotte aziendali pronte a saltare sul carro dell’elettrico grazie a un fisco compiacente. Ma uscendo dai confini transalpini, il panorama si fa desolante. L’assenza di un’offerta ibrida plug-in per il mercato europeo fino al 2028 è un vuoto che rischia di risucchiare ogni residua speranza di recupero.

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Intanto, si può sempre distrarre il pubblico con il DS Trophy, la Formula E e il golf. Ma la realtà è scolpita nelle meno di 5.000 unità vendute nel 2025: con un tracollo del 28,5%, la risalita è una parete verticale.