Le Ferrari Testarossa e 328 GTS sono auto che hanno fatto sognare e continuano a far sognare intere generazioni di appassionati. Amarle è un fatto naturale, sin dal primo colpo d’occhio, perché il loro stile è di uno splendore unico. Un video pubblicato sul canale YouTube di Fifth Gear Official rende omaggio a queste due regine degli anni ottanta. Incredibile il loro carisma. Oggi si fatica a trovare nuovi modelli capaci di esprimere in modo così avvincente le loro alchimie estetiche.
Entrambe portano la firma di Pininfarina, che ha saputo dar vita a una coppia di autentici capolavori, dove le note dell’aggressività si coniugano in modo impeccabile a quelle dell’armonia visiva, dell’eleganza e della classe. Nessun dettaglio è fuori posto. Tutto si trova esattamente dove dovrebbe essere. Qui c’è il senso del gusto italiano, espresso ai più alto livello.
Quando fu lanciata, nell’ormai lontano 1984, la Ferrari Testarossa si collocò subito in cima ai sogni di ogni persona. Difficile trovare una casa o un ufficio dove non vi fosse un suo poster o un suo modello in scala. I più fortunati ebbero la possibilità di comprarla e di godersela nella vita reale. Non c’era ricco o personaggio famoso capace di resistere al fascino delle sue seduzioni.

L’erede della 512 BB piaceva in modo travolgente. Divenne presto un mito universale, oltre che il più incisivo status symbol di quel periodo storico. Parliamo dei mitici anni ’80: l’epoca in cui i piaceri non erano un peccato, ma delle pennellate di gioia che davano colore alla vita. In uno scenario del genere, l’ammiraglia del “cavallino rampante” era la perfetta interprete dello spirito del tempo.
La coupé emiliana trovò ampio spazio nel mondo del cinema, soprattutto nella serie televisiva “Miami Vice“, dove divenne la principale protagonista. Forse questa è la “rossa” più conosciuta dal grande pubblico ed una delle più amate in assoluto. Il suo design è sublime, oltre che avveniristico. La vista posteriore e di 3/4 posteriore sono rimasti due esempi di insuperata bellezza. Anche le altre prospettive di osservazione sono al top.
Il sistema propulsivo venne mutuato dalla già citata 512 BB, ma con alcuni aggiornamenti. Sotto l’immenso cofano posteriore trova custodia un grande tesoro: un monumentale V12 aspirato da 5.0 litri di cilindrata, con angolo di 180 gradi fra le bancate. Questo motore, dal suono orchestrale, sviluppa una potenza massima di 390 cavalli a 6.800 giri al minuto che, ai suoi tempi, erano una cifra di riferimento fra le GT stradali, soprattutto se fruibili come la Ferrari Testarossa, che regalava livelli di comodità e di spazio a bordo sconosciuti alle rivali di quegli anni.
Notevole il quadro prestazionale, con un’accelerazione da 0 a 100 km/ in 5.8 secondi e da 0 a 1.000 metri in 24.7 secondi. La punta velocistica si spinge nel territorio dei 290 km/h. A dispetto del look racing, da prototipo di Le Mans, questa creatura di Maranello non è stata pensata per le piste, dove comunque se la cava abbastanza bene. Il suo regno sono i viaggi, su strade veloci e scorrevoli, dove regala un comfort sorprendente per un mezzo del genere. Tutti la amano.

Anche la Ferrari 328 GTS cattura il cuore delle grandi masse. Basta guardarla per capirne le ragioni. Il look è di alta scuola. Meno esuberante di quello della sorella maggiore, profuma come l’altro di energia e personalità. Poche sportive possono vantare il suo stesso livello di classe. Le forme della carrozzeria sono eterne. Facile da utilizzare, questa “rossa” non metteva in apprensione. Le sue performance sono umane e perfettamente gestibili da chi abbia un minimo di esperienza. Tra i punti di forza, l’affidabilità, non così scontata su un’auto del genere.
Questa creatura del “cavallino rampante” è stata una bella prova di bravura dei tecnici della casa di Maranello. Pure lei è stata scelta a più riprese nel mondo del cinema, anche se non ha avuto lo stesso livello di coinvolgimento sul set della 308 GTS, di cui è stata l’evoluzione più matura. L’antesignana, infatti, fu una presenza costante e di primaria importanza sul piccolo schermo nella serie televisiva di “Magnum P.I.“. I flussi emotivi di quella esperienza nella settima arte continuarono però ad esprimersi sulla discendente.

Le modifiche principali, sul fronte estetico, riguardarono i paraurti, di taglio più moderno. Solo il frontale lascia perplessi, perché perde terreno sulla progenitrice, in termini di leggerezza grafica. Sotto il cofano posteriore della Ferrari 328 GTS trova accoglienza un motore V8 da 3.2 litri di cilindrata, rigorosamente aspirato, in grado di sviluppare una potenza massima di 270 cavalli. Questa energia giunge al suolo, sulle ruote posteriori, tramite un cambio manuale a 5 rapporti.
L’accelerazione da 0 a 100 km/h viene liquidata in 6.3 secondi, mentre in 25.7 secondi il chilometro con partenza da fermo passa nel mondo dei ricordi. La punta velocistica si fissa a quota 270 km/h. Buona l’azione dell’impianto frenante, nelle versioni dotate di ABS, che però montano dei cerchi convessi, molto meno belli di quelli concavi delle sorelle prive dell’antibloccaggio. Ora, però, la parola va al video. Buona visione!
