La Fiat Dino Berlinetta Speciale è una concept car firmata da Paolo Martin per Pininfarina. Fu esposta al Salone dell’Auto di Parigi del 1967 e al Salone dell’Auto di Ginevra del 1968. Oggi si offre alla tentazione dei potenziali acquirenti, con la forza delle sue credenziali. L’opportunità viene messa sul piatto da Gooding Christie’s, con l’asta in programma nelle prossime ore ad Amelia Island, in Florida.
Per i collezionisti un’occasione imperdibile si profila all’orizzonte, perché questa vettura è uno dei mezzi visionari più affascinanti degli anni ’60. Il fatto che sia un esemplare unico, con i vantaggi che ne conseguono in termini di patrimonio storico e culturale, aggiunge ulteriore caratura al gioiello in vendita, poco noto al grande pubblico.
La Fiat Dino Berlinetta Speciale nacque come ipotesi di studio per un’auto capace di assecondare la necessità, vissuta dalla Ferrari in quel tempo storico, di omologare il nuovo V6 Dino da 2.0 litri per le sfide del Campionato di Formula 2, ossequiando le modifiche regolamentari varate dalla FIA. Queste richiedevano un motore derivato dalla produzione di serie con un volume annuo minimo di 500 unità: cifre che la casa di Maranello, da sola, non poteva permettersi. Così la Fiat venne in soccorso.
La concept car di cui ci stiamo occupando seppe guadagnare molto interesse al momento del debutto in società, ma rimase allo stato di prototipo di stile e di ricerca. Fu una prova creativa apprezzata, circoscritta però alla dimensione onirica. Dopo gli show cui prese parte per mostrare al mondo le sue forme, fu mantenuta da Pininfarina presso la sede di Torino, dove rimase per circa 23 anni, fino al 1991. Poi fini nel garage di un appassionato italiano.
Nel 2000 la Fiat Dino Berlinetta Speciale si trasferì in Francia. Qui trovò accoglienza in un’altra collezione, per poi passare 3 anni fa nelle mani dell’attuale venditore, residente negli Stati Uniti d’America. Ora si profila un nuovo passaggio di proprietà. L’asta di Amelia Island apre questa interessante finestra, ma il sogno dell’acquisto potrà essere accarezzato soltanto da pochi fortunati, dalle possibilità economiche indubbiamente grandi.
Le stime della vigilia danno un’indicazione chiara su quanto ogni desiderio di shopping sia precluso per i comuni mortali. Danzano infatti in una gamma di valori da 575.000 a 775.000 dollari. Cifre degne dell’essenza del veicolo e non accessibili a tutte le tasche. È anche giusto che sia così, perché l’eccellenza ha un prezzo.
Eccezionalmente conservata e con meno di 6.000 km al momento della catalogazione, la Fiat Dino Berlinetta Speciale è una bella tentazione di acquisto, per chi può consentirsi una pratica del genere. Fra i suoi plus, un successo di classe al rinomato concorso d’Eleganza Villa d’Este, dove ricevette il Trofeo ASI per l’auto del dopoguerra meglio conservata, e l’esposizione al Concours d’Elegance di Pebble Beach.
Cuore pulsante del modello è un motore V6 in lega DOHC da 1.987 centimetri cubi di cilindrata, in grado di esprimere una potenza massima di 160 cavalli a 7.200 giri al minuto. Questo capolavoro meccanico, progettato con le abilità ingegneristiche del “cavallino rampante”, viene dissetato da 3 carburatori Weber doppio corpo. Notevole il fascino delle sue note sonore, a dir poco inebriati.
L’energia sviluppata dal propulsore giunge al suolo tramite un cambio manuale ZF a 5 rapporti, ben spaziati. Il compito di rallentarne le danze è affidato a 4 freni a disco, che svolgono con dignità il proprio lavoro. Buona la miscela fra scorrevolezza aerodinamica e deportanza, frutto dell’accurato studio aerodinamico. Oggi questa Fiat Dino Berlinetta Speciale regala una splendida opportunità di acquisto a quanti vogliano concedersi un oggetto di alto collezionismo che porta in dote, senza filtri, la sperimentazione progettuale di Pininfarina all’inizio dell’era Dino.
Fonte | Gooding Christie’s
