Una Fiat Abarth 1000 GT Bialbero del 1961 è stata inserita nel catalogo dell’asta di Gooding Christie’s in programma il prossimo mese ad Amelia Island. Stiamo parlando dell’esemplare con telaio numero 1128948: uno dei più celebrati della serie. Le stime della vigilia ballano da 250 mila a 425 mila dollari, pari rispettivamente a circa 211 mila e 358 mila euro. Chi volesse concorrere all’aggiudicazione del lotto segni in agenda le date del 5 e 6 marzo, quando il martello del banditore entrerà in azione.
Completata alla fine del 1969, la vettura di cui ci stiamo occupando fu una delle tre della specie acquistate dal famoso pilota americano Briggs Cunningham, che la scelse per affrontare i campi di gara nella stagione agonistica 1962. Preparata dal team manager Alfred Momo, la Fiat Abarth 1000 GT Bialbero ora in vendita fece il suo debutto alla 3 Ore di Sebring di quell’anno.
Al volante, col numero di gara 8, c’era un certo Bruce McLaren, nome che suona familiare alle orecchie degli amanti dei mezzi a quattro ruote. A lui andò la vittoria in quella sfida motoristica, dopo una feroce battaglia con l’Austin-Healey Sprite di Striling Moss. Fra gli altri piloti in gara, Innes Ireland, Pedro Rodríguez, Steve McQueen, Roger Penske, Walt Hansgen, giusto per illustrare il tenore del parterre. Ecco perché quel successo entrò nella storia.
Con Cunningham sul ponte di comando, la stessa vettura fu portata in gara alla Double 400, sul circuito di Bridgehampton di Long Island, assicurandosi un secondo posto di classe e un quarto posto assoluto. Oggi l’esemplare si offre alla tentazione dei potenziali acquirenti, con la forza delle sue seduzioni. Lo stato in cui versa e la storia nobile aumentano l’appetibilità del lotto, con riflessi positivi sulle stime della vigilia. Presto scopriremo come andrà a finire l’asta di questo “scorpione” e a che livello si fermeranno i rilanci.
Il debutto in società della Fiat Abarth 1000 T Bialbero avvenne nel 1960. Questa vettura vinse persino il Compasso d’Oro, un prestigioso premio dell’industrial design, paragonabile a un Oscar, ma non era questa l’ambizione principale del modello. Qui il target erano le vittorie in corsa, che non mancarono all’appello. L’auto in esame regalò belle soddisfazioni al marchio di Carlo Abarth, aiutandolo ad imporsi nel campionato FIA GT.

Costruita da Beccaris e sottoposta a un accurato restauro firmato da Epifani, questa vettura giunse al primo posto di classe nel Concorso di Eleganza di Pebble Beach, quando le lancette del tempo segnavano l’anno 2002. Sotto il cofano posteriore libera la sua energia un motore a 4 cilindri in linea da 982 centimetri cubi, progettato dal mitico Gioacchino Colombo, in grado di esprimere una potenza massima di 95 cavalli a 7.000 giri al minuto. L’energia viene trasmessa al suolo tramite un cambio manuale a 5 rapporti, che svolge al meglio il suo compito. A contrastare le danze, in fase di rallentamento, ci pensano 4 freni a disco idraulici, calibrati al meglio per la missione.
In questo modello si coglie in pieno il genio di Carlo Abarth, che seppe esprimerlo al meglio nel trasformare modeste auto di serie Fiat in potenti auto da corsa. Sulla Fiat Abarth 1000 T Bialbero questa capacità emerge nel massimo fulgore. Si fatica a credere che base di partenza sia stata una modesta Fiat 600, ma è così. La carrozzeria, plasmata in alluminio leggero, seguiva le precedenti linee Zagato, ma era realizzata, come già scritto, dall’atelier torinese di Beccaris. Gradevoli le sue alchimie estetiche, impreziosite dalla presenza dei cerchi in lega Campagnolo.
A favore della grinta dinamica giocava il peso, contenuto in soli 575 kg. Non ci cederete, ma questa vettura fu provata all’epoca dai tester della rivista Sports Car Graphic, che rilevò un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7.4 secondi e una velocità massima di 211 km/h. Se pensate che stiamo parlando di una “mille”, vi renderete subito contro di quanto cifre del genere siano davvero straordinarie e comunque fuori dal comune.
Dopo la parentesi sportiva, questa vettura è passata più volte di mano. Negli ultimi 12 anni è stata custodita in una collezione privata californiana composta da auto sportive e da corsa italiane. Le sue condizioni sono eccezionali. Impossibile, oggi, dire che a punto si fermeranno i rilanci, ma in ogni caso si possono ipotizzare cifre fuori dal metro comune.
Fonte | Gooding Christie’s
