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Cassino, crisi senza fine: a gennaio si è lavorato solo 4 giorni

A risentirne è anche l’indotto: decine di addetti di aziende collegate attendono certezze, con scadenze contrattuali imminenti

Stellantis Cassino

“Un’azienda che a gennaio ha lavorato appena quattro giorni non può lasciare sereni”. L’affermazione del segretario generale Uilm, Rocco Palombella, sintetizza il clima che si respira attorno al sito Stellantis di Cassino, oggi uno degli impianti più in difficoltà del panorama automotive nazionale.

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Il 2026 a Cassino sembra essere iniziato ancora peggio di come si era chiuso il 2025

Il quadro italiano non è incoraggiante: nel 2025 la produzione complessiva di auto e veicoli commerciali si è fermata a 379.706 unità, in flessione del 20% rispetto a un 2024 già tra i peggiori degli ultimi decenni. Tuttavia, è il polo di Piedimonte San Germano a rappresentare il caso più critico.

Lo scorso anno lo stabilimento di Cassino ha totalizzato 105 giorni di fermo produttivo. Sei centinaia di addetti sono stati coinvolti in contratti di solidarietà e le vetture assemblate si sono attestate poco sopra quota 19mila, uno dei livelli più bassi dalla nascita dell’impianto nel 1972. Un confronto con il 2017 – oltre 135mila unità prodotte – restituisce la dimensione del ridimensionamento.

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Stellantis Cassino

Le linee oggi operano a ritmo ridotto. Alfa Romeo Giulia e Stelvio hanno generato circa 14.400 unità complessive, mentre Maserati Grecale si è fermata sotto i 5mila esemplari; la variante elettrica incide marginalmente sui volumi totali. Il problema principale resta l’assenza di nuovi programmi industriali nel breve periodo.

Il posticipo di tre anni delle nuove generazioni di Stelvio e Giulia, inizialmente pianificate per il 2025, ha lasciato un vuoto produttivo che pesa sulle prospettive occupazionali. Le organizzazioni sindacali chiedono l’anticipo di nuovi modelli sulla piattaforma Large per garantire continuità al sito.

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Nel frattempo, lo stop prosegue anche nei primi mesi del 2026, con ulteriori sospensioni comunicate ai lavoratori. A risentirne è anche l’indotto: decine di addetti di aziende collegate attendono certezze, con scadenze contrattuali imminenti. Alla luce dei soli quattro giorni di attività registrati a gennaio e del mancato rientro in produzione dopo il 18 febbraio, lo stabilimento appare di fatto ancora bloccato, come se la pausa natalizia non si fosse mai conclusa.

stellantis cassino

L’attenzione ora è rivolta al 21 maggio, quando durante l’Investor Day 2026 l’amministratore delegato Antonio Filosa illustrerà il nuovo piano industriale. Da quell’appuntamento potrebbero arrivare indicazioni decisive sul destino di Cassino, oggi sospeso tra attese e interrogativi.

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