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Stellantis lascia l’Italia e punta tutto sulla Spagna: l’Europa delle batterie cambia mappa

Mentre Francia e Italia rallentano, la Spagna si candida a diventare il vero epicentro dell’elettromobilità europea

Stellantis

Dopo il Gruppo Volkswagen, anche Stellantis ha scelto la Spagna come perno strategico per la produzione di batterie, ridisegnando equilibri industriali e politici. Una scelta che pesa soprattutto sull’Automotive Cells Company (ACC), costretta a rivedere i propri piani in Italia.

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La Spagna sembra essere diventata la terra promessa delle batterie per il gruppo Stellantis e non solo

L’Unione Europea spinge per veicoli elettrici con almeno il 70% di contenuto locale per accedere agli incentivi pubblici. Un obiettivo ambizioso che impone ai costruttori di internalizzare la produzione di componenti chiave, in primis le batterie. Ma qui emerge il nodo cruciale: la leadership tecnologica resta saldamente in mano ai produttori cinesi di impianti e know-how. Il divario è tale che le gigafactory europee non possono prescindere dal loro supporto, pena il rischio di replicare il caso Northvolt, simbolo delle difficoltà continentali.

ACC, partecipata da Stellantis, TotalEnergies e Mercedes-Benz, avrebbe perfino reclutato un centinaio di ingegneri cinesi per accelerare lo sviluppo industriale. Nel frattempo, però, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha avviato una profonda revisione della strategia elettrica, con un reset da 22 miliardi di euro. Il secondo impianto previsto a Termoli è stato fermato e anche il progetto di Kaiserslautern in Germania sarebbe in bilico.

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Il pragmatismo prevale: Stellantis punta ora sulla tecnologia LFP (litio-ferro-fosfato), più economica e adatta alle city car elettriche. E soprattutto punta sulla Spagna. In Aragona sorgerà il nuovo centro nevralgico europeo per le batterie, sviluppato in partnership con CATL. L’obiettivo è ambizioso: 50 GWh di capacità produttiva e fino a un milione di batterie all’anno entro il 2028, con un investimento stimato in 4 miliardi di euro. Costi del lavoro competitivi ed energia rinnovabile a buon mercato hanno fatto la differenza.

Anche il Gruppo Volkswagen accelera nella Penisola Iberica. Lo stabilimento di Martorell, vicino a Barcellona, sarà in grado di assemblare fino a 1.200 batterie al giorno, destinate a modelli come la Cupra Raval e la Volkswagen ID. Polo.

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Stellantis e CATL

Così, mentre Francia e Italia rallentano, la Spagna si candida a diventare il vero epicentro dell’elettromobilità europea. Una trasformazione silenziosa ma profonda, che dimostra come la partita delle batterie sia ormai una questione di geopolitica industriale oltre che di innovazione tecnologica.