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Stellantis e l’addio allo smart working: critiche dei sindacati

Accanto alle decisioni sullo smart working rimane la preoccupazione per le tante incertezze che gravitano ancora attorno a Stellantis

Stellantis

Sembrano definitivamente lontani i tempi dello smart working strutturale anche in casa Stellantis, ora che il Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA ha chiesto ai propri dipendenti di rientrare definitivamente in ufficio. Le reazioni, soprattutto per quanto riguarda le sigle sindacali coinvolte, a seguito dell’annuncio non risultano particolarmente positive.

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Fra i primi a formalizzare il proprio disappunto c’è Igor Albera, della segreteria FIM-CISL Torino e Canavese Settore Metalmeccanica e Automotive, che ha ammesso di come si sia passati da un “utilizzo massiccio tutto improntato al risparmio lato azienda, con smantellamento di moltissimi uffici e ripensamento del modello adottato sul lavoro impiegatizio” a una condizione di totale azzeramento seguita all’annuncio di questi giorni da parte di Stellantis. Secondo il punto di vista di Albera, bisogna puntare su decisioni che siano coerenti con la realtà industriale così come con l’organizzazione del lavoro e col quadro degli investimenti. Secondo la segreteria della FIM-CISL torinese bisogna evitare “l’assunzione di decisioni draconiane che non tengano conto delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.

C’è poi il fatto che oggi Stellantis non ha ancora diffuso il necessario aggiornamento del suo piano industriale, condizione che lascia perplesse le sigle sindacali sull’esigenza di ritornare improvvisamente tutti in ufficio. Le sigle sindacali coinvolte chiedono che si dia spazio agli aggiornamenti relativi al piano industriale, poiché solo allora alcuni approcci potranno avere il senso previsto.

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Stellantis ha comunque annunciato un percorso di rientro in ufficio graduale

Ad assicurare la gradualità del processo di rientro in ufficio proposto da Stellantis è stata ancora una volta la FIM-CISL. In un comunicato congiunto con UILM, FISMIC, UGL e AQCF si legge che Stellantis ha assicurato ai lavoratori che il percorso di rientro in ufficio sarà comunque graduale, anche in accordo agli impegni contrattuali e alle esigenze logistiche del Gruppo.

Nello stesso comunicato si legge che per tutto il 2026 i lavoratori continueranno comunque a svolgere attività in smart working per circa tre giorni ogni settimana con le attività in presenza che riprenderanno fra circa un anno e mezzo. Si è infatti raggiunto un accordo sul fatto che eventuali singoli casi di oggettiva necessità, legati ad esempio a problematiche di salute, potranno essere esaminate da Stellantis a livello di singola unità con il coinvolgimento delle RSA coinvolte. In ogni caso le sigle sindacali coinvolte valutano anche il mantenimento dello smart working per alcune categorie di lavoratori, affrontando la questione al prossimo rinnovo del contratto in scadenza a fine 2026.

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Stellantis Mirafiori

Rimane comunque la preoccupazione per le tante incertezze che gravitano ancora attorno a Stellantis con ad esempio il segretario della FIOM-CGIL, Michele De Palma, che davanti lo stabilimento Stellantis di Mirafiori ha ricordato che “gli errori sono stati compiuti durante la gestione Tavares e in parte gli effetti sono determinate dalle scelte sbagliate che erano state fatte e che avevamo denunciato”. Nel frattempo sabato il capoluogo piemontese ospiterà la manifestazione “Innamorati di Torino”, organizzata da FIM, FIOM, FISMIC, UILM, UGLM e AQCFR.