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Stellantis Melfi: il ritorno del terzo turno galvanizza sindacati e lavoratori che però chiedono nuove motorizzazioni per le auto prodotte

I sindacati contenti per il ritorno del terzo turno ma chiedono nuove motorizzazioni per i modelli prodotti a Melfi

Stellantis Melfi

Come vi abbiamo scritto nei giorni scorsi dal 10 febbraio presso lo stabilimento Stellantis Melfi tornerà il terzo turno di produzione, quello notturno. Si tratta di un’ottima notizia per la fabbrica che dopo un 2025 molto difficile pare possa presto tornare alla normalità. Ovviamente la notizia del ritorno del turno di notte galvanizza sindacati e dipendenti che nutrono grandi aspettative dalle performance di vendita della nuova Jeep Compass che è la vettura che sta portando la fabbrica alla riscossa produttiva. Ovviamente non mancano ancora i problemi con l’indotto che continua a segnalare situazioni difficili ma la speranza a breve di potersi mettere tutto alle spalle pare crescere per lo stabilimento lucano di Stellantis.

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Stellantis Melfi: il ritorno del terzo turno è un’ottima notizia ma la paura non è ancora passata

«È un segnale positivo che a gennaio 2026 il gruppo Stellantis abbia ottenuto in Italia risultati migliori rispetto alla media del mercato automobilistico. In Basilicata, a questo dato si aggiunge il rientro, dal 10 febbraio, del terzo turno in alcuni reparti dello stabilimento di Melfi e un primo incremento dei volumi produttivi. Molte aspettative sono riposte nelle vendite della nuova Jeep Compass», afferma Gerardo Evangelista, segretario regionale della Fim Cisl, che però esprime anche forti preoccupazioni per l’indotto, tema che sarà al centro del direttivo regionale.

«La situazione delle aziende dell’indotto resta critica: alle vertenze già note, come Pmc, Brose e Tiberina, si aggiunge ora la crisi della Snop di Melfi». Sulla stessa linea Marco Lomio, segretario regionale Uilm: «La ripresa produttiva deve coinvolgere anche l’indotto. Servono interventi concreti per realtà come Snop, Tiberina e Marelli, perché con le commesse attuali non riescono a impiegare pienamente i lavoratori».

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Stellantis Melfi

A richiamare l’attenzione sui nuovi prodotti è il segretario generale della Fismic, Pasquale Capocasale, che sottolinea come «il recupero di quote di mercato e la presenza di cinque modelli ai vertici delle vendite rappresentino certamente un segnale incoraggiante». Allo stesso tempo, però, avverte che «non si tratta ancora di un risultato strutturale». Secondo Capocasale, infatti, «Stellantis non soffre per la mancanza di modelli, ma per l’offerta di motorizzazioni». E aggiunge: «È chiaro che senza un aumento dei volumi l’indotto non può ripartire. Per far crescere le produzioni non basta ampliare la gamma, servono scelte precise sulle motorizzazioni». «Questa è la vera sfida che Stellantis è chiamata ad affrontare», conclude il rappresentante sindacale.

Ricordiamo che di recente dal responsabile di Stellantis per l’Europa Emanuele Cappellanno è stato confermato l’arrivo di un nuovo modello per il 2028 di cui però al momento non si conosce l’identità. Secondo alcune voci potrebbe trattarsi dellerede di Alfa Romeo Tonale che dovrebbe nascere su piattaforma STLA Medium e arrivare tra fine 2027 e inizio 2028.

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