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Stellantis vuole scoprire il segreto di Leapmotor per un’autonomia di quasi 1.000 km

Leapmotor starebbe valutando la condivisione della tecnologia EREV con cinque marchi del gruppo Stellantis

Leapmotor

Alcune innovazioni, come i sistemi di sicurezza, possono essere sviluppate in sinergia tra più costruttori, mentre altre dovrebbero restare patrimonio esclusivo di un singolo brand, lasciando libertà strategica a chi vuole investire in determinate soluzioni. In questo scenario, Leapmotor ha dimostrato che per molti clienti l’elettrico puro non rappresenta l’unica risposta: la tecnologia a range extender può risultare più convincente.

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Leapmotor starebbe valutando la condivisione della tecnologia EREV con cinque marchi del gruppo Stellantis

Il marchio cinese, parte dell’orbita Stellantis, ha puntato con decisione sulla soluzione EREV (Extended Range Electric Vehicle), introducendo modelli capaci di sfiorare i 1.000 chilometri complessivi di autonomia. La nuova B10 REEV, già in vendita in Spagna, promette percorrenze fino a 900 chilometri senza necessità di ricarica o rifornimento frequenti.

Il sistema, definito dalla casa un “ultra-ibrido”, prevede un motore a benzina che entra in funzione solo quando la batteria scende sotto una certa soglia (tra il 20% e il 30%), generando energia per alimentare il motore elettrico o ripristinare la carica. Si tratta di uno schema da ibrido seriale, in cui il propulsore termico non muove mai direttamente le ruote. Secondo indiscrezioni, Leapmotor starebbe valutando la condivisione di questa tecnologia con cinque marchi del gruppo Stellantis.

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Leapmotor C10 Reev

Secondo le indiscrezioni, i marchi potenzialmente interessati all’adozione della tecnologia EREV sarebbero Citroën, Peugeot, DS Automobiles, Fiat e Opel, mentre resterebbero fuori brand più orientati al posizionamento premium come Lancia e Alfa Romeo.

Pur facendo parte dell’universo Stellantis, Leapmotor mantiene una certa autonomia strategica che le consente di trattare condizioni specifiche per una collaborazione più ampia. In sostanza, il costruttore cinese non sarebbe disposto a condividere una tecnologia chiave senza ottenere contropartite significative. Non necessariamente nel campo dell’elettrificazione, dove possiede già competenze consolidate, ma magari in altri ambiti tecnici o industriali in cui il gruppo europeo può offrire valore.

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Leapmotor B10 REEV Hybrid

Il patrimonio tecnologico di Stellantis è vasto, ma qualsiasi accordo dovrà essere attentamente bilanciato. Condividere una soluzione efficiente come l’EREV potrebbe alterare gli equilibri interni, soprattutto nei segmenti d’accesso, dove Citroën potrebbe trovarsi a competere direttamente con il marchio cinese in Europa.