Un John Elkann visibilmente coinvolto ed emozionato è il protagonista dell’intervista concessa a Quattroruote, realizzata a San Francisco in occasione della presentazione degli interni della nuova Ferrari Luce. Un incontro che va oltre la cronaca di un debutto e diventa il racconto di una scelta controcorrente, maturata in un momento storico in cui il futuro dell’automobile appare tutt’altro che definito.
Il presidente della Ferrari John Elkann in occasione della presentazione di Ferrari Luce ha spiegato le scelte dietro alla prima elettrica
Il presidente di Ferrari non nasconde il peso e il valore di un progetto nato circa cinque anni fa, sottolineando come Luce rappresenti molto più di una semplice risposta tecnologica all’elettrificazione. «Non volevamo fare solo una Ferrari elettrica, ma qualcosa che restasse nel tempo», ha spiegato a Quattroruote John Elkann, ribadendo la volontà di giocare una partita diversa, pur non essendo obbligati a farlo.
Tra le scelte più sorprendenti c’è la collaborazione con Jony Ive e Marc Newson, un’alleanza che segna una rottura con i canoni tradizionali della progettazione Ferrari. «Il rapporto con Jony e Marc è fatto di stima e amicizia. Quando si è aperta la possibilità di lavorare insieme, abbiamo capito che la prima Ferrari elettrica poteva essere il terreno giusto», racconta John Elkann. L’obiettivo era chiaro: creare un’auto nuova, diversa, affidandosi a sensibilità esterne ma profondamente rispettose della storia del Cavallino.

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda gli interni, da sempre non considerati l’elemento più distintivo delle Ferrari. «Sulle interfacce non siamo mai stati allo stesso livello del resto dell’auto», ha ammesso John Elkann, spiegando come la Luce nasca dalla volontà di contrastare l’omologazione dell’industria, sempre più influenzata dall’elettronica di consumo. «Volevamo prodotti all’avanguardia che non dessero una sensazione di obsolescenza tra dieci o vent’anni».
La Ferrari Luce, nelle parole del presidente, è un manifesto: «Non è una macchina elettrica, è molto di più». Un’auto pensata per chi ama guidare, ma capace di ampliare il linguaggio Ferrari, includendo anche delicatezza, artigianalità e un rapporto più umano con la tecnologia. «Siamo un’azienda che innova, non che conserva», afferma John Elkann, difendendo una scelta fatta guardando al futuro, senza piegarsi alle mode del presente.

Alla domanda sullo scetticismo di parte del pubblico, la risposta è netta: «Chi la guiderà capirà. Ferrari Luce offrirà un’esperienza che va ben oltre la pura accelerazione». Un progetto che, conclude Elkann, difficilmente potrà essere replicato su larga scala, proprio perché nasce come espressione pionieristica e quasi artistica. Una Ferrari pensata non solo per essere guidata, ma anche per essere sognata.
