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Stellantis sotto pressione: l’UE minaccia maxi-sanzione da 2,6 miliardi sui furgoni

Stellantis e Renault stanno vivendo una fase di forte pressione

Stellantis

L’elettrificazione del parco auto europeo non è più una prospettiva futura, ma una scadenza concreta con conseguenze economiche immediate. L’Unione Europea ha fissato obiettivi stringenti sulle emissioni di CO₂ e prevede sanzioni pesanti per tutti i costruttori che non si adegueranno in tempo. Una linea dura che riguarda non solo le automobili, ma anche i veicoli commerciali leggeri, considerati da Bruxelles un pilastro della transizione ecologica. Ed è proprio su questo fronte che Stellantis e Renault stanno vivendo una fase di forte pressione. Entrambi i gruppi infatti sono in forte difficoltà nel rispettare gli obiettivi fissati dall’UE e per loro è partita una vera e propria corsa contro il tempo.

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Secondo Les Echos, Stellantis rischia una maxi-multa fino a 2,6 miliardi di euro entro il 2027

Secondo quanto riportato dal quotidiano economico francese Les Echos, entrambi i gruppi sarebbero in ritardo rispetto ai target fissati dall’UE. La situazione più critica riguarda Stellantis, che rischia una maxi-multa fino a 2,6 miliardi di euro entro il 2027. Il sistema sanzionatorio è semplice quanto implacabile: 75 euro per ogni grammo di CO₂ in eccesso, moltiplicati per ogni veicolo venduto. Bastano pochi grammi fuori soglia per trasformare un ritardo industriale in un problema finanziario di enorme portata per l’azienda guidata dal CEO Antonio Filosa.

Il paradosso è che Stellantis paga anche il proprio successo. Il gruppo è uno dei leader europei nei veicoli commerciali leggeri, con una quota di mercato intorno al 30%. Numeri che, in caso di mancato rispetto dei limiti emissivi, amplificano automaticamente l’impatto delle sanzioni. Uno studio dell’ICCT stima che l’azienda nata dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e PSA Groupe nel gennaio del 2021 superi oggi il limite di 24 grammi di CO₂ per veicolo, una distanza che rende il conto finale potenzialmente “monstre”.

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Rimediare in tempi rapidi, però, non è semplice. I furgoni elettrici costano ancora di più rispetto ai diesel e, soprattutto, non trovano ovunque infrastrutture adeguate per un utilizzo quotidiano efficiente. Una realtà che frena sia le flotte aziendali sia i piccoli operatori.

stellantis logo

Per Renault, invece, lo scenario è meno allarmante. I volumi di vendita sono inferiori e lo scostamento dai target si limita a 16 grammi di CO₂. Inoltre, il gruppo francese potrà contare su una nuova collaborazione con Volvo Trucks, da cui nasceranno tre nuovi furgoni elettrici. Una mossa che potrebbe fare la differenza, mentre per Stellantis la transizione si trasforma sempre più in una corsa contro il tempo. A questo punto la speranza è che qualcosa nel frattempo possa cambiare altrimenti per l’azienda guidata da Antonio Filosa saranno guai.

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