Nelle scorse settimane aveva fatto molto rumore la nuova campagna pubblicitaria di BYD chiamata PureFication con cui la casa cinese si scagliava contro la cinghia a bagno d’olio che caratterizza alcuni modelli della concorrenza tra cui Ford e Stellantis. Il marchio suggeriva ai consumatori di rottamare il loro vecchio modello per passare ad uno di quelli della sua gamma. Ovviamente il tutto ha sollevato un vero e proprio polverone e alcuni si sono anche domandati se era il caso di arrivare a tanto per pubblicizzare le proprie vetture. A proposito di questa pubblicità, oggi vi segnaliamo che il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha deciso di bloccarla.
Stop alla campagna pubblicitaria PureFication di BYD: è stata fermata dal Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria
La pubblicità contestata di BYD è stata giudicata scorretta perché ritenuta basata su informazioni incomplete o non accurate, risultando quindi ingannevole per il pubblico. Secondo la decisione, la campagna aveva anche un carattere denigratorio, in quanto puntava a mettere in cattiva luce una specifica tecnologia e, di riflesso, i prodotti di un concorrente.
Il provvedimento ha inoltre stabilito che il messaggio violasse le regole sulla pubblicità comparativa, superando i limiti consentiti nel confronto tra marchi diversi. In attesa delle motivazioni complete, l’ordine di sospensione è già stato trasmesso alle concessionarie pubblicitarie, con lo stop immediato a ogni diffusione su TV, radio e web.

Sebbene lo spot non citasse esplicitamente alcun marchio, il riferimento a Stellantis è apparso evidente, anche alla luce delle note problematiche legate al motore PureTech 1.2 con cinghia a bagno d’olio. Il gruppo ha accolto con favore la decisione: il numero uno dell’azienda il CEO Antonio Filosa, che il prossimo 21 maggio rivelerà al mondo intero il nuovo piano strategico del gruppo ha ribadito l’importanza di una concorrenza fondata sulla qualità dei prodotti, non su attacchi diretti.
