Un video pubblicato da RM Sotheby’s nel suo canale Facebook ci permette di ammirare la Ferrari 750 Monza del 1955 che si è imposta nella categoria “Barchettas on the Lake” riservata alle auto scoperte più pure, nel concorso internazionale di eleganza “The I.C.E. St. Moritz 2026“. I fotogrammi mostrano la “rossa” vincente in Svizzera, mentre danza sul lago ghiacciato della perla dell’Engadina, dove oggi l’evento volgerà al suo termine.
La Sport del “cavallino rampante”, insieme al suo equipaggio, è stata immortalata durante l’azione, con un cortometraggio di grande intensità, nonostante i pochi secondi in cui si dipana. Protagonista delle riprese è la già citata Ferrari 750 Monza, il cui debutto in società avvenne quando le lancette del tempo segnavano l’anno 1954.
Questa creatura, disegnata da Pinin Farina, ha una sagoma snella e vigorosa. Un piccolo parabrezza avvolge il guidatore e lo ripara dai flussi d’aria. Lo spazio destinato al passeggero può essere carenato, per migliorare la resa aerodinamica. Nella vista laterale spicca il lungo cofano, digradante in modo morbido verso l’asfalto. La muscolosa coda trae energia da un marcato rigonfiamento alle spalle delle portiere. Gli archi dei passaruota, schiacciati nella sezione superiore, creano una forte presa visiva e una percezione di ancoraggio al suolo.
I cerchi a raggi impreziosiscono il profilo della Ferrari 750 Monza, regalando alla trama estetica un supplemento di energia. La presa d’aria trapezoidale, posta alle spalle dei parafanghi anteriori, consente lo spurgo del calore che sgorga dal vano motore. Cuore pulsante di questa barchetta è un vulcanico 4 cilindri da 3.0 litri di cilindrata, caratterizzato da un dimensionamento compatto. La sua scuderia può contare su 250 cavalli di razza, chiamati a spingere il limitato peso del corpo vettura. Grazie all’alta coppia, l’elasticità di marcia della Ferrari 750 Monza è sempre ai massimi livelli.
Il telaio a traliccio, con longheroni e traverse, garantisce una buona solidità, abbinata alla leggerezza. La misura ridotta del passo incrementa l’agilità della filante creatura di Maranello, che ben si esprime nei contesti guidati. Il bolide emiliano vola pure nei tratti rettilinei dove, grazie alla sua potenza, può spingersi fino ai 265 km/h di velocità massima. Facile immaginare il tormento dei modesti tamburi, altamente sollecitati dall’immane fatica richiesta in fase di decelerazione.

La Ferrari 750 Monza è una “rossa” azzeccata, dal rendimento generoso. Le performance in gara furono in linea con le aspettative dello staff tecnico. Anche se Enzo Ferrari avrebbe preferito una “figlia” più frazionata, i risultati di questa vettura non lo delusero. Il debutto agonistico del modello avvenne al Gran Premio Supercortemaggiore di Monza, il 27 giugno del 1954. Qui la “rossa” mise a segno una meravigliosa doppietta.
Sulla linea del traguardo brianzolo, Umberto Maglioli e Mike Hawthorn chiusero in testa, seguiti dai compagni di squadra Gonzáles e Trintignant, a bordo di una vettura gemella. La sigla di identificazione della Ferrari 750 Monza è una degna connessione con quello strepitoso successo. Nel suo palmares spiccano le vittorie ottenute in numerose altre sfide, come nel Gran Premio del Portogallo e nel Circuito di Senigallia.
Significativo il contributo dato da questa barchetta alla conquista dell’alloro iridato del 1954, che maturò grazie alle performance delle sorelle maggiori. Nella sua veste definitiva la vettura in esame fu modellata da Scaglietti, entrato nella storia per la felice collaborazione con la casa del “cavallino rampante”. I tratti della carrozzeria generano felici pulsioni emotive. Questo coinvolgimento si è registrato anche a “The I.C.E. St. Moritz 2026”. Il successo nel concorso internazionale di eleganza, nella categoria “Barchettas on the Lake” sta a confermarlo.
L’evento svizzero, in questi giorni, ha offerto un grande spettacolo al pubblico presente nella perla delle Engadina, per gustare le dinamiche sul ghiaccio di queste opere d’arte a quattro ruote. Auto che hanno rapito i sensi di tutti: dai protagonisti agli ospiti, dagli appassionati ai semplici curiosi che hanno raggiunto la nota meta turistica elvetica per vivere un tuffo nella storia dell’arte a quattro ruote.
Tantissimi i modelli preziosi offerti al godimento degli occhi, nella tela ambientale innevata. Ieri ci siamo occupati di una Dino 206 S vestita in modo insolito attraverso un processo di wrapping. Oggi possiamo invece gustare l’azione sul lago ghiacciato di una Ferrari 750 Monza. Poterla ammirare, anche solo per pochi secondi, mentre danza sull’insolita superficie, regala brividi sensoriali di nobile intensità, che fanno bene allo spirito.
Il coinvolgimento è alto non soltanto per i cultori delle auto classiche e delle opere del “cavallino rampante”, nell’accezione più romantica, ma pure per quanti, in una dimensione più estesa, hanno una naturale inclinazione verso il bello. La Ferrari 750 Monza protagonista delle riprese incarna questa dote ed è una scultura a quattro ruote, dal fascino terapeutico, specie in un mondo, come quello odierno, dove il mordente emotivo si fa sempre più debole. Questa “rossa” suscita grandi pulsioni all’acquisto nei migliori collezionisti del mondo, con rilanci adeguati al profilo aristocratico del mezzo. A lei e alla 860 Monza si ispirano, in parte, i lineamenti delle recenti Monza SP1 ed SP2, che hanno aperto la Serie Icona.
Fonte | RM Sotheby’s
