La Fiat Topolino e la Ferrari F80 sono gli estremi opposti della produzione italiana, nell’ambito delle opere a quattro ruote. Quella torinese è una microcar, ovvero un quadriciclo elettrico pensato per la mobilità urbana, soprattutto dei giovanissimi.
La “rossa” è invece il prodotto da sogno, l’espressione massima dell’ingegneria e delle prestazioni del “cavallino rampante”. Accostare le due creature ha il sapore di un gioco, che si inserisce nella dicotomia tra mobilità cittadina accessibile e supercar ad altissime prestazioni. Scopriamole più da vicino, partendo dalla più piccola.
Fiat Topolino

La Fiat Topolino è un quadriciclo leggero elettrico a due posti, in listino dal 2023, che riprende il nome della piccola utilitaria prodotta dallo stesso marchio a partire dal 1936. La microcar torinese, che può essere guidata dai 14 anni di età, ha nei giovanissimi il suo target privilegiato, ma il “bersaglio” commerciale e più ampio, coinvolgendo anche altre fasce di utenza, interessate alle trasferte “green” e pratiche in ambito urbano, come famiglie e city-commuter.
Grazie alle dimensioni estremamente contenute (2,53 metri di lunghezza) e alla sua straordinaria maneggevolezza, la Fiat Topolino si presta in modo perfetto ad affrontare il traffico delle metropoli, agevolando anche la ricerca di un parcheggio.
Questa creatura motoristica lo scorso anno ha conquistato la prima posizione nel segmento dei quadricicli elettrici leggeri. In totale sono stati quasi 4.000 gli esemplari immatricolati, pari a una quota di penetrazione del 40%: più che una leadership, un dominio.
A favore della Fiat Topolino hanno giocato anche i costi di esercizio particolarmente contenuti: un aspetto sempre più meditato al momento dell’acquisto. Questa microcar è la porta di ingresso alla mobilità urbana sostenibile e, per i giovanissimi, un primo affaccio al mondo delle quattro ruote.
Dotata di batteria da 5,4 kWh, che promette un’autonomia fino a 75 km, l’opera torinese si può spingere fino a 45 km/h di velocità massima (autolomitata). Nella tela urbana bastano ed avanzano, specie alla luce dei limiti sempre più restrittivi posti dalle varie amministrazioni comunali.
Questa e forse la microcar più cool del momento. Il suo look è stravagante, ma genera simpatia. Le ampie superfici vetrate rendono più arioso l’ampio abitacolo e regalano un’ottima visibilità esterna al conducente e al suo passeggero, per una maggiore sicurezza attiva e un migliore benessere a bordo.
Ferrari F80

Questa è l’auto di punta del listino attuale del “cavallino rampante”. È anche la sua perla tecnologica e prestazionale. Mai, prima del suo avvento, una “rossa” si era spinta a questi livelli. La Ferrari F80 è la discendente più recente di quella nobile stirpe di supercar in serie limitata aperta dalla GTO nel 1984, che ha avuto altre espressioni nelle F40, F50, Enzo, LaFerrari.
Ciascuna di esse, nella rispettiva epoca, ha rappresentato al meglio l’ingegneria del marchio emiliano e il suo rapporto col mondo delle corse. Vetrina del massimo know-how aziendale, la vettura in esame è nata per celebrare l’80° compleanno del costruttore emiliano, con un paio di anni d’anticipo sulla tabella di marcia, come già avvenuto in precedenza con la F50.
La Ferrari F80 si offre alla vista con un impatto scenico travolgente. Non è bella come le antesignane, ma ha una forza attrattiva molto energica, direi catalizzante. Come riferito in un’altra circostanza, alcuni elementi della tela stilistica si sono dovuti piegare quasi del tutto alle esigenze aerodinamiche, spezzando quell’armonia linguistica che la base, nel suo sano gioco dei volumi, avrebbe permesso.
L’energia dinamica di questa “belva” giunge da un sistema propulsivo ibrido, il cui cuore è un V6 biturbo da 3.0 litri, strettamente imparentato con quello della 499P, hypercar regina di Le Mans. La componente elettrica aggiunge 300 cavalli ai 900 endotermici, per una potenza complessiva di 1.200 cavalli. Con l’aiuto di materiali spaziali e di tecnologie apicali, il quadro prestazionale si spinge verso livelli mai visti prima su una stradale. Verrebbe da dire che al suo passaggio la Fiat Topolino finisce a testa in giù.
L’accelerazione da 0 a 100 km/h viene liquidata in 2.1 secondi, quella da 0 a 200 km/h in soli 5.75 secondi. La punta velocistica è nell’ordine dei 350 km/h. Incredibile il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano: 1’15″30. Siamo addirittura sotto la FXX e abbastanza vicini alla FKK K. Persino la 333 SP è a un tiro di schioppo, nonostante l’uso di pneumatici slick fatto da queste ultime. Per rendere ancora meglio l’idea del profilo prestazionale della vettura, diciamo che siamo quasi 10 secondi sotto la Enzo e quasi 4.5 secondi sotto LaFerrari.
