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Lancia Gamma berlina: 60 anni per la vecchia ammiraglia

Compleanno importante in casa Lancia, per un’ammiraglia coraggiosa del passato.

Lancia Gamma berlina
Foto Stellantis Heritage

La Lancia Gamma berlina si appresta a compiere il suo 60° compleanno. Il debutto del modello avvenne infatti al Salone di Ginevra, nel mese di giugno del 1976. Nonostante la carrozzeria by Pininfarina portasse la firma di Leonardo Fioravanti, autore di alcune delle più belle Ferrari di tutti i tempi, esteticamente non regalava particolari brividi di piacere. Anzi davi l’impressione di essere goffa e sbilenca.

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Questa vettura, nata per prendere il posto della 2000, fu prodotta fino al 1984, raccogliendo poco più di 15 mila ordini, gran parte dei quali orientati alla prima serie. Per anni la creatura in esame ebbe il ruolo di ammiraglia della casa automobilistica torinese. Il look era insolito per le missioni di rappresentanza, cui il modello mirava. Le dimensioni generose e il livello di comfort si allineavano invece ai gusti tradizionali del bacino di destinazione.

Notevole la tecnologia della Lancia Gamma berlina, che onorava in tal mondo la nobile tradizione aziendale, farcita spesso di innovazioni ed ingegnerie avanzate. Anche se il look era da maxi-coupé a due volumi, con coda fastback, non propriamente bella e bilanciata, dava comunque l’impressione di un’auto signorile. Sensazione che trovava conferma nell’allestimento dell’abitacolo, adatto alle missioni di rappresentanza.

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Lancia Gamma berlina
Foto Stellantis Heritage

Pochi, forse, sanno che il pianale derivava in parte da quello della Citroën CX, nell’ambito di una delle sinergie industriali ante litteram. Questo spiega alcune alchimie stilistiche del modello. Per il resto, nessun elemento di comunanza fra le due vetture. Per la Lancia Gamma berlina il marchio torinese si distinse efficacemente nel segno della sua specificità, allacciandosi in tal modo alla storia aziendale, nel modo più felice.

La vettura nacque sotto l’egida Fiat. Dai piani alti del quartier generale di casa Agnelli giunse l’input per dar vita a questa opera, destinata a presidiare un segmento di mercato dove il marchio di Vincenzo Lancia non poteva mancare. Come già scritto, la vettura destinata al ruolo di ammiraglia non faceva mistero delle sue ambizioni già sul piano visivo, per le generose dimensioni: 4.580 mm di lunghezza, 1.730 mm di larghezza, 1.410 mm di altezza. Il peso era di 1.320 chilogrammi.

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Regina della famiglia, sul piano commerciale, fu la Lancia Gamma 2500, proposta dal 1976 al 1980. Questa versione, spinta da un motore a quattro cilindri boxer da 2.484 centimetri cubi, sfiorò i seimila esemplari venduti. Il suo cuore, a carburatori, produceva una potenza massima di 140 cavalli, con un picco di coppia di 208 Nm a 3.000 giri al minuto.

Le prestazioni erano adeguate alla missione, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 10.8 secondi e una punta velocistica di 195 km/h. Non sono cifre da bolide da corsa, ma andavano più che bene, specie perché abbinate a una grande elasticità e fluidità di marcia: ciò che fa davvero la differenza in un’ammiraglia votata prevalentemente al comfort.

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Lancia Gamma berlina
Foto Stellantis Heritage

Dal 1980, all’unità propulsiva appena descritta, ne fu affiancata un’altra, per allargare il ventaglio di scelta nei clienti della Lancia Gamma berlina. Stiamo parlando di un cuore di pari cubatura, dotato però di iniezione elettronica Bosch L-Jetronic. In questa veste non produceva più cavalli, ma portava il picco di coppia a 212 Nm (a 3.000 giri al minuto), migliorando ulteriormente la souplesse dinamica del veicolo. Invariate le performance, al netto di un leggero miglioramento nell’accelerazione da 0 a 100 km/h, qui evasa in 10.1 secondi.

Con questa unità propulsiva, che accompagnò l’esordio della seconda serie del modello, giunse una rinfrescata stilistica, che non modificò più di tanto la foggia della carrozzeria. Diciamo che gli interventi furono di dettaglio. Nel listino della Lancia Gamma berlina era disponibile anche una versione meno nobile, spinta da un quattro cilindri da 1.999 centimetri cubi, destinata quasi esclusivamente al mercato italiano (per aggirare l’IVA del 38% prevista oltre questa soglia).

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La 2 litri era in grado di sviluppare 120 cavalli di potenza massima nella prima serie, poi scesi a 115 nella seconda serie. La versione più spinta, con 172 Nm di coppia a 3.500 giri al minuto, passava da 0 a 100 km/h in 11.4 secondi e poteva raggiungere una velocità massima di circa 185 km/h. In quella successiva, il dazio prestazionale da pagare non era rilevante. Solo minimo lo scarto.

Fra i punti di forza della Lancia Gamma berlina, oltre al comfort degno di un’ammiraglia, vanno citate la buona tenuta di strada e l’efficacia dell’impianto frenante. Pure la qualità delle finiture, che definivano un quadro votato alla ricercatezza, si faceva notare. Valido il profilo tecnologico del mezzo. Se solo avesse avuto un’estetica migliore, probabilmente avrebbe fatto numeri di mercato più significativi, ma è difficile fare delle analisi in questo ambito, anche col senno di poi.

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Fonte | Stellentis Heritage

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