A Maranello hanno scoperto l’acqua calda. Hanno scoperto che i loro clienti non hanno la minima intenzione di trasformare una Ferrari in un salottino elettrico. L’Unione Europea, però, la pensa diversamente, e quando Bruxelles chiama per parlare di emissioni eccessive, non è mai per fare due chiacchiere troppo amichevoli.
Ferrari, va detto, si è impegnata seriamente nell’elettrificazione. Non per improvviso amore verso il pianeta, ma perché le sanzioni europee sono pesanti e poco divertenti da pagare. Certo, essendo un produttore di nicchia, il Cavallino Rampante gode di normative leggermente più tolleranti rispetto alla concorrenza di massa. Leggermente. Perché quando si tratta di rispettare gli standard minimi di emissioni, nemmeno i profitti stellari di Maranello bastano a mettere in busta una multa che sarà considerata perdita secca, irrecuperabile per quanto si vendano supercar in un anno.

Qui arriva il bello. Ferrari ha analizzato i dati d’uso dei suoi modelli ibridi plug-in, dalla spettacolare SF90 alla Testarossa moderna, passando per la 296, e il quadro che emerge è amaramente chiaro. La modalità elettrica viene usata pochissimo. I proprietari preferiscono la modalità Performance, quella dove il motore a combustione funziona costantemente come generatore e fornisce energia alle ruote. I proprietari vogliono sempre la massima potenza disponibile. Chi compra una Ferrari (e spende anche un certa cifretta) per fare 25 chilometri in silenzio come un pensionato?
La realtà è che questi “fortunati” proprietari ricaricano la batteria solo quando sanno che la loro supercar rimarrà parcheggiata a lungo. Per il resto, hanno probabilmente una Purosangue più adatta all’uso quotidiano. E quindi, batterie maltrattate, garanzia di tre anni sulla carta, e costi di sostituzione che oscillano tra i 23.000 e i 30.000 euro, manodopera esclusa. Una cifra che, certo, per chi può permettersi una SF90 equivale più o meno al costo di un weekend di vacanza.

Ma il problema non è il portafoglio dei clienti Ferrari. È che l’Europa ha già i fogli dell’accusa pronti, e stavolta il Cavallino non potrà scalciare abbastanza forte da evitare il conto.
