Tra le auto messe all’asta da Bonhams Christie’s, nella sessione di vendita di Rétromobile 2026, c’erano due Maserati Ghibli degli anni settanta che non hanno messo a segno i risultati sperati, nonostante l’appeal e le doti professionali di chi ha curato la pratica dell’incanto.
L’appuntamento col martello del banditore è andato in scena negli scorsi giorni e non ha dato le soddisfazioni attese ai venditori, nonostante il vento felice registrato per altri lotti. Forse verso il “tridente” è iniziata una fase di riflessione, anche nel mercato collezionistico. Difficile trarre delle conclusioni in assenza di un trend consolidato, ma quanto visto potrebbe essere un piccolo campanello d’allarme. Prima di sbilanciarci, attendiamo altre vendite, in modo da avere una statistica affidabile. Intanto vediamo cosa è successo con le due auto messe all’asta a Parigi.
Maserati Ghibli Spider

L’esemplare offerto alla tentazione dei potenziali shopper era del 1971. Parliamo quindi di una versione del modello affinata dall’esperienza, rispetto agli allestimenti iniziali, la cui introduzione sul mercato avvenne nel 1969. Un anno ormai lontano.
Questo modello condivide quasi tutte le specifiche e le prestazioni della coupé, da cui deriva, ma allarga la gamma di utilizzo, aggiungendo l’opzione della guida en plein-air, col vento che accarezza i capelli. In totale, nella veste scoperta, la creatura della casa automobilistica modenese prese forma in soli 125 esemplari, 100 dei quali con motore da 4.7 litri, mentre gli altri furono dotati di un più corposo cuore da 4.9 litri.
Appartiene al primo e più corposo gruppo la Maserati Ghibli Spider messa all’asta in terra di Francia. La sua immatricolazione avvenne nel mese di gennaio del 1971. Per decenni ha regalato emozioni e divertimento ai suoi proprietari. Dal 2009 al 2010, la scoperta del “tridente” subì un restauro completo, a cura di uno specialista di Padova. Il lavoro fu completato da una rifinitura esterna in Pervinca Blue, con interni in pelle leggermente “abbronzata”. La miscela che ne deriva è intrigante. Gli specialisti ipotizzavano per lei un valore da 450.000 a 550.000 mila euro, ma non si è raggiunto il prezzo di riserva.
Fra i punti di forza del modello, il suo motore V8 da 4.7 litri di cilindrata. Questo cuore aspirato, alimentato da 4 carburatori Weber 42 DCNF/9, mette sul piatto 310 cavalli di potenza massima, espressi a 5.500 giri al minuto. Le sonorità meccaniche sono degne del rango ed accompagnano felicemente l’azione, regalando emozioni di alta gamma a chi sta a bordo. Buono il lavoro svolto dal cambio manuale a 5 marce, che aiuta a trasmettere bene la potenza alle ruote posteriori.
Le metriche erano di ottimo livello nel suo periodo storico: con la Maserati Ghibli Spider, infatti, si è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 6.5 secondi e di raggiungere quasi i 270 km/h di punta velocistica. Per rallentare la sua corsa, i tecnici del marchio emiliano scelsero quattro dischi ventilati. Molto seducenti le forme della carrozzeria, frutto dell’estro creativo di un maestro dello stile italiano: Giorgetto Giugiaro, che in questo caso usò la sua matita per Ghia. Purtroppo l’esemplare non è stato venduto.
Maserati Ghibli 4.9 SS Coupé

È passata di mano, invece, ma ad un prezzo nettamente più basso delle stime della vigilia, una versione chiusa del modello. Stiamo parlando della Maserati Ghibli 4.9 SS Coupé del 1972, con carrozzeria Ghia. Qui la vendita si è compiuta al prezzo di 75.900 euro. Una cifra inferiore alle previsioni, che danzavano una forbice di valori da 125.000 a 175.000 euro.
La vettura, con telaio AM115*1954, non ha suscitato la gara al rialzo che alcuni ipotizzavano. Il bel mix cromatico, che abbina il Bordeaux metallizzato della carrozzeria ai cerchi in lega Campagnolo e alla pelle nera dell’abitacolo, forse non è piaciuto agli offerenti. Ovviamente altre sono le motivazioni della freddezza in sala per il lotto, connesse forse a una fase di riflessione nei confronti del “tridente”, che non sta vivendo uno dei momenti più felici della sua storia, in tutti gli ambiti. Eppure la vettura in esame, ai suoi tempi, guadagnò un posto fra le sportive più ambite.
La Maserati Ghibli 4.9 SS messa all’asta fa parte di una rinomata collezione dal 2015. Si tratta di uno dei soli 425 esemplari della specie partoriti dalla casa automobilistica modenese. Annoverata fra le coupé più belle ed eleganti della sua epoca, porta la firma di Giorgetto Giugiaro, che seppe conferire delle proporzioni molto azzeccate. Ottime le prestazioni garantite dal corposo V8 a carter secco da 4.9 litri, capace di sviluppare 335 cavalli di potenza massima, per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6 secondi netti e una punta velocistica di 280 km/h. Ma il valore aggiunto è dato dalla versatilità d’uso e dal confort sorprendente che elargisce all’equipaggio.
Progettata con la supervisione dell’ingegnere Alfieri, la Maserati Ghibli 4.9 SS Coupé deve il suo nome a un vento, in linea con la tradizione del marchio di quegli anni. Notevole il comfort offerto a bordo, tenendo conto della missione prestazionale del mezzo. Questa è una signora granturismo, in grado di affrontare lunghi viaggi in souplesse e con una carica energetica fuori dal comune. Anche le vibrazioni emotive si spingono ben oltre i canoni della normalità. Qui si vive una felice esperienza sensoriale, in una tela di lusso e sportività.
Lunga oltre 4.5 metri e larga 1.80 metri, la Maserati Ghibli 4.9 SS Coupé gode di una presenza scenica notevole, ulteriormente enfatizzata dall’altezza da terra particolarmente contenuta. Il flusso dei volumi e l’incedere delle linee disegnate da Giugiaro producono un effetto scenico di una certa intensità, ma il pacchetto non è bastato a farla decollare nell’asta di Rétromobile. Può succedere.
Fonte | Christie’s
