Un tribunale negli USA ha rigettato una causa collettiva per presunta frode ai consumatori e pubblicità fuorviante promossa da alcuni proprietari di Dodge Durango SRT Hellcat immatricolate nel 2021. Secondo gli attori, l’annunciata natura “a tiratura limitata” del modello avrebbe inciso in modo determinante sulla decisione d’acquisto e sul prezzo pagato; tuttavia, la successiva ripresa della produzione due anni più tardi avrebbe ridotto il valore dei veicoli già venduti.
Il tribunale da ragione a Stellantis nella causa intentata dai proprietari dei Dodge Durango SRT Hellcat in edizione limitata
I ricorrenti hanno sostenuto di aver corrisposto somme particolarmente elevate, fino a 114.225 dollari, confidando nelle comunicazioni di Fiat Chrysler, oggi parte del gruppo Stellantis, che indicavano la conclusione definitiva della produzione dopo un lotto di circa 3.000 unità entro il 2021. Il giudice ha però ritenuto insufficienti gli elementi per dimostrare che tali dichiarazioni costituissero un inganno giuridicamente rilevante o che avessero violato le norme a tutela dei consumatori.
Nonostante i proprietari di questi Dodge Durango SRT Hellcat abbiano provato stupore e rabbia quando l’auto in edizione limitata è stata rimessa in vendita, il giudice distrettuale statunitense Jennifer Hall di Wilmington, nel Delaware, non ha trovato alcuna prova che Fiat Chrysler intendesse rinnegare le sue promesse, o che le sue dichiarazioni costituissero una garanzia espressa.

Il giudice ha inoltre stabilito che la casa automobilistica non ha infranto le normative statali contro le frodi ai consumatori, poiché la presunta dichiarazione ingannevole riguardava un’intenzione futura e risultava veritiera nel momento in cui fu formulata. I ricorrenti avevano contestato a Fiat Chrysler la violazione delle leggi di diversi Stati, tra cui California, Florida, Illinois, New Jersey, New York, Texas e Virginia. Al momento della diffusione della notizia, i legali che rappresentano i proprietari coinvolti nell’azione collettiva non avevano rilasciato commenti. Anche i difensori di Fiat Chrysler non hanno fornito risposte immediate alle richieste di chiarimento avanzate dai media.
