Non possiamo stupirci più di tanto al giorno d’oggi. Nemmeno il Cavallino Rampante è immune alle insidie della tecnologia più subdola, ma questa volta l’intelligenza artificiale (IA) ha trovato pane per i suoi denti digitali tra i corridoi di Maranello. Questa storia riguarda un dirigente di alto livello della Ferrari finito non molto tempo fa nel mirino di un “attacco deepfake” orchestrato con una precisione quasi, se vogliamo, da professionista della truffa.
Tutto è iniziato nel modo più banale e moderno possibile. Una serie di messaggi su WhatsApp, sono loro la miccia. Il mittente sarebbe stato un profilo che esibiva con spavalderia l’immagine di Benedetto Vigna, l’amministratore delegato Ferrari, intento a reclutare il malcapitato per una missione segretissima di acquisizione aziendale.

La messinscena è passata rapidamente al livello successivo con una telefonata. Dall’altra parte della cornetta, una voce che imitava in modo inquietante quella di Vigna, completa del suo inconfondibile accento meridionale, istruiva il manager su una delicata operazione di copertura valutaria legata a un fantomatico “affare in Cina”.
Mentre l’algoritmo cercava di simulare il carisma del comando, il dirigente in ascolto ha iniziato a sentire puzza di bruciato. Insospettito da alcune minime incongruenze vocali e dalla natura decisamente insolita della richiesta finanziaria, il manager ha deciso di passare al contrattacco con un’arma che i computer faticano ancora a maneggiare, ovvero la memoria personale.

Con grande prontezza di spirito, specie perché a certi livelli questa serve eccome, ha posto al finto CEO Ferrari una domanda secca su un libro che il vero Vigna gli aveva consigliato di recente. Il silenzio imbarazzato del truffatore ha sancito la fine della corsa.
La maschera digitale è crollata e la frode aziendale è stata smascherata prima che un solo euro lasciasse le casse di Maranello. A differenza del colosso ingegneristico Arup, che ha recentemente versato 25 milioni di dollari a criminali simili, la Ferrari ha evitato una perdita colossale e, soprattutto, una figuraccia mondiale.
