Nelle scorse settimane un video apparso su Instagram dedicato ad Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio ha fatto discutere a lungo. Si tratta del post pubblicato da Matteo Poloni, un meccanico super esperto che è noto soprattutto per la sua attività di pilota nel campionato TCR Italy al volante di un’Audi RS3 LMS. In questo video l’esperto meccanico e pilota ha fatto un grandissimo elogio al SUV top di gamma del biscione definendolo un vero e proprio cavallo di razza.
Il pilota Audi elogia Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio: è il miglior SUV che abbia mai guidato
Poloni ha messo in evidenza le qualità della versione più estrema dello Stelvio, quella con una potenza superiore ai 500 cavalli. “Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio – afferma – è ormai un progetto non più giovane: ha quasi dieci anni sulle spalle. Eppure, dieci anni fa sapevamo ancora come realizzare le auto come si deve; oggi, invece, presentano modelli come la Junior…”, osserva con una punta di delusione.
“È un’auto che tutti conoscono nei dettagli: V6 2.9 biturbo, 510 cavalli, una sonorità straordinaria. Ne ho posseduta una identica, grigia con le pinze freno gialle: l’ho guidata per due anni e posso dire di conoscerla a fondo. Quel SUV, per me, resta il migliore che abbia mai provato nella categoria, perché era basato esclusivamente sulla meccanica pura. Nessun sistema artificiale per variare assetti o geometrie al posteriore, dimensioni equilibrate e una coerenza progettuale totale. Sinceramente, era difficile immaginare qualcosa di fatto meglio”.

“La prima serie era dotata di un telaio straordinario, con un equilibrio delle sospensioni davvero eccezionale. In frenata il carico si spostava sull’avantreno, mentre il retrotreno si alleggeriva appena; l’ingresso in curva e i cambi di direzione erano fulminei, e in uscita c’era sempre una leggera scodata controllabile. L’anteriore era di una precisione incredibile e richiedeva rispetto: andava capita, perché in autostrada, anche a velocità elevate, si guidava con un dito, ma proprio per questo poteva risultare impegnativa. Se la conoscevi a fondo, però, te ne innamoravi davvero”.
Poi aggiunge: “Vi dirò di più: nei sorpassi era cattiva, come diceva il vecchio Jeremy Clarkson. Bastava poco sterzo e la risposta era immediata, quasi con il timore che il posteriore anticipasse l’anteriore. Era un’auto da guidare sul serio, a trazione posteriore con il supporto del transfer fino al 50% davanti, e con uno sterzo incredibile. Non come certe Audi, pesanti sull’avantreno, che faticano a girare. Non a caso molte RS6 finiscono distrutte davanti, non dietro come questa”.
Parlando del cambio, Poloni ricorda che Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio “monta lo ZF8HP con la miglior logica possibile: rapidissimo, affidabile, un vero fucile. E vi sfido: con questa, nei tornanti, le Giulia non le vedete nemmeno; mentre loro scivolano, voi siete già arrivati al bar”. Una vera dichiarazione d’amore per uno dei SUV più apprezzati proprio per la sua impostazione fortemente meccanica.
Si tratta di parole che fanno molto piacere soprattutto perchè a parlare è un pilota esperto che ha guidato nella sua carriera tante auto potenti e costose. Speriamo che anche con la nuova Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio in arrivo nel 2028 le recensioni siano altrettanto positive. Al momento siamo in attesa di avere informazioni più precise sulla futura generazione del SUV che sarà prodotto sempre a Cassino, informazioni che potrebbero arrivare intorno alla metà del 2026.
