Una magnifica Ferrari 512 BBi si prepara a concedere le sue grazie a un nuovo compagno d’avventura. L’esemplare, del 1981, sarà offerto alla tentazione dei potenziali acquirenti nell’asta di RM Sotheby’s in programma per il 29 gennaio a Parigi, durante Rétromobile 2026. Non sarà il lotto più prestigioso della sessione di vendita alle porte, ma sicuramente uno dei più affascinanti.
Inizio subito col dire che questa è, dal mio punto di vista, una delle “rosse” più seducenti di sempre. Le forme della sua carrozzeria sono di uno splendore unico. Definirle scultoree e sensuali è riduttivo, quasi una macchinazione dialettica al ribasso. Qui si entra nel cuore dell’arte, applicata al mondo delle quattro ruote, per dar vita a un capolavoro assoluto, nato con la regia creativa di Pininfarina.
Alla sua vista, gli uomini del “cavallino rampante” sperimentarono momenti di grande compiacimento sensoriale. Ecco perché venne spontaneo l’accostamento con la divina Brigitte Bardot, recentemente scomparsa. Le due lettere accostate in coda alla sigla del modello, già in uso sulla precedente 365 GT4, di cui la Ferrari 512 BB era la naturale evoluzione, sono proprio un richiamo alle iniziali della mitica attrice francese.
Come già riferito in un’altra circostanza, il tributo non poteva essere esternato in modo palese, così si cercò il sotterfugio di una connessione forzata con “Berlinetta Boxer“. La “rossa” in esame, infatti, non era definibile come tale sul piano ingegneristico, perché quell’appellativo è lecito solo se usato per motori piatti con pistoni che si muovono in modo opposto ma indipendente, ognuno connesso a una propria manovella.
Sulla GT emiliana, invece, la spinta giunge da un cuore a cilindri contrapposti (a V di 180 gradi), con due pistoni collegati alla stessa manovella. Quindi i movimenti sono di matrice diversa. La voglia di sottolineare la liaison ideale con Brigitte Bardot prese però il sopravvento, anche a costo di una sbavatura descrittiva, che non fece gridare nessuno allo scandalo, perché la motivazione reale era stata compresa da tutti.
L’esemplare destinato a passare di mano a Parigi, in occasione di Rétromobile 2026, è ad iniezione meccanica, quindi rappresenta lo step evolutivo finale della sportiva italiana. In questa veste la “Berlinetta Boxer” è un po’ meno potente della versione a carburatori, ma ha una superiore fruibilità d’uso e un comportamento stradale più fluido, perdendo pochissimo sull’altra in termini di emozioni viscerali.

Splendido l’abbinamento cromatico. La Ferrari 512 BBi ora in vendita si offre alla vista con una carrozzeria in tinta Rosso Corsa, abbinata ad interni in color cuoio naturale. Credo non ci sia accostamento di nuance migliore e più coinvolgente di questo sul piano sensoriale.
In tempi recenti, l’esemplare di cui ci stiamo occupando è stato sottoposto a un controllo meccanico, con sostituzione della cinghia di distribuzione. L’intervento è avvenuto nel mese di dicembre dello scorso anno, quindi solo poche settimane fa, quanto il tachimetro segnava una percorrenza di appena 39.983 km.
Questa Ferrari 512 BBi è stata esposta, tra il 2015 e il 2016, al Museo Ferrari di Maranello. Nel 2019 ha trovato spazio nei saloni espositivi del Museo dell’automobile di H.S.H. il Principe di Monaco, a Monte Carlo. Due plus importanti. Oggi si offre alla tentazione degli appassionati come un’aggiunta speciale per qualsiasi collezione automobilistica. L’esemplare atteso sotto il martello del banditore è identificato dal telaio numero ZFFJA09B000039073.
La Ferrari 512 BBi è una supercar da sogno, che conquista il cuore sin dal primo sguardo. Anche se questa vettura non si è consegnata all’immaginario collettivo con la stessa energia carismatica della sua erede, la Testarossa, resta comunque una fantastica prova della capacità creativa di Pininfarina e della casa di Maranello. Io la adoro. Trovo le sue forme particolarmente sensuali e riuscite. Starei giorni interi ad ammirarla. È stato con lei che è nato il mio amore per le “rosse, quindi occupa un posto speciale nel mio cuore. Ancora oggi mi strapiace.
Ricordo che Bruno Sacco, celebre capo design Mercedes di qualche anno fa, in un’intervista su un magazine di settore si espresse con parole di lode nei suoi confronti. Pininfarina fece un lavoro creativo coi fiocchi, consegnato all’eternità, nella dimensione estetica ed emotiva. Muscolare e fortemente vocata al dinamismo espressivo, la Ferrari 512 BBi sembra in movimento anche da ferma. Comunica energia da tutti i pori, ma è pure di sublime eleganza. In lei la classe e l’aggressività si coniugano in modo fantastico. Nei primi anni 80 era il sogno di tutti, insieme alle 308 GTB e GTS.
Sotto il cofano posteriore libera la sua grinta un motore a 12 cilindri, con angolo di 180 gradi fra le bancate, che nella versione a iniezione meccanica Bosch K-Jetronic eroga 340 cavalli, 20 meno della versione a carburatori. In ogni caso si parla davvero di tanta energia in corpo. Il quadro prestazionale era all’altezza e di riferimento per quegli anni, con uno scatto da 0 a 400 metri in 14.2 secondi e con il chilometro con partenza da fermo liquidato in 25.1 secondi. La velocità massima si spinge nel territorio dei 280 km/h.
La presentazione della Ferrari 512 BB prese forma al Salone di Parigi del 1976. Da subito piacque al grande maestro Herbert von Karajan, sedotto dalle alchimie delle forme e dalle melodie inebrianti che accompagnavano le effusioni energetiche del magnifico cuore emiliano.
La potenza, nello step iniziale, era di 360 cavalli. Con l’arrivo dell’iniezione meccanica al posto dei carburatori, scese ai già menzionati 340 cavalli, ma dei miglioramenti giunsero sul fronte della fruibilità quotidiana. Per tanto tempo la Ferrari 512 BB fu l’auto di punta del listino del “cavallino rampante”. Nel 1984 lasciò il posto all’avveniristica Testarossa. Per l’esemplare in vendita, nell’asta di RM Sotheby’s a Rétromobile 2026, le stime della vigilia ballano dai 200 ai 300 mila euro.
Fonte | Christie’s
