La Fim Cisl nelle scorse ore ha lanciato l’allarme attraverso il suo segretario nazionale Ferdinando Uliano. Nel 2025 meno di 380 mila vetture sono state prodotte in Italia. Questo dato preoccupa e non poco il sindacato secondo cui gli stabilimenti al momento lavorano a meno del 35% della loro capacità. Uliano ricorda che il nuovo CEO di Stellantis Antonio Filosa ha confermato che svelerà il nuovo piano industriale del gruppo intorno alla metà del 2026 ma secondo il sindacalista la situazione è troppo critica per poter aspettare ancora fino a metà anno.
La Fim Cisl chiede al governo di intervenire subito per salvare gli stabilimenti Stellantis di Cassino e Termoli
Secondo Uliano va aggiornato subito il piano di Stellantis rispetto a quello che era stato presentato da Imparato a dicembre 2024 e che non è stato nemmeno rispettato. Il sindacalista si chiede: “Dove sono le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio ibride ed elettriche? Che novità ci sono per Cassino? E Per Termoli? Della Gigafactory sembra ormai non esserci più alcuna traccia”. Secondo Uliano la situazione a Termoli è pure molto critica in quanto la produzione di cambi può dare lavoro al massimo a 300 dipendenti. Al momento una situazione migliore vive lo stabilimento di Pratola Serra che grazie alla produzione di motori diesel se la passa sicuramente meglio. Infatti quella fabbrica sta lavorando a pieno regime e non c’è cassa integrazione. Una cosa davvero paradossale se si pensa che proprio il diesel presto verrà eliminato.
Uliano ricorda giorno 30 gennaio l’incontro con il governo a cui sarà chiesto di intervenire per scongiurare il peggio in questi stabilimenti di Stellantis e fare il punto sulla situazione dato che era stato promesso che la produzione di auto sarebbe stata riportata ad un milione di auto l’anno, mentre il 2025 si è chiuso con meno di 380 mila unità e un netto calo rispetto all’anno precedente.

Vedremo dunque se il governo deciderà effettivamente di intervenire e quali saranno, se ci saranno, le reazioni di Stellantis a queste dichiarazioni da parte del sindacato. Di certo la situazione è complicata e al momento non sembra per questi stabilimenti poterci essere una soluzione, dato che nel 2026 non sono previste novità di rilievo. A Cassino infatti, come vi abbiamo scritto in altre occasioni, non si dovrebbe muovere foglia almeno fino a metà 2028. Secondo alcuni questa data è davvero troppo lontana per lo stabilimento che rischia di non arrivarci.
