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La prima Ferrari elettrica suonerà una sua sinfonia ma non imiterà le auto termiche

Il suo funzionamento sarà simile a quello di una chitarra elettrica

Ferrari elettrica

Il 2026 sarà l’anno di debutto della prima Ferrari elettrica. Si tratta di una delle vetture che suscita le maggiori curiosità tra gli appassionati di auto essendo la prima super car del cavallino rampante a zero emissioni. Qualche anticipazione su come sarà questo modello lo abbiamo avuto alla fine dello scorso anno grazie alle anticipazioni fornite dal numero uno della casa automobilistica di Maranello, l’amministratore delegato Benedetto Vigna. Una delle cose che sappiamo con certezza è che a differenza di altre auto elettriche famose per essere estremamente silenziose, tanto da risultare anche pericolose, la futura elettrica del cavallino rampante emetterà una sua personalissima melodia.

La prima Ferrari elettrica avrà un suo personalissimo suono diverso dal normale rombo delle super car termiche

Usiamo il termine “personalissima” in quanto secondo quanto riporta in Francia il sito Automobile-Propre.com che ha parlato con Antonio Palermo, esperto di “sound” del marchio di Maranello nella giornata di presentazione tecnica della prima Ferrari elettrica nei mesi scorsi, la vettura sostituirà il rombo dello scarico tipico delle super car di Maranello con qualcosa di nuovo. Su questo le varie case automobilistiche stanno adottando diversi approcci.

La Ferrari a quanto pare sta progettando una propria soluzione. “Non volevamo riprodurre il suono fittizio di un veicolo con motore a combustione “, ha dichiarato Antonio Palermo. “Né volevamo generare un suono digitale “. La casa automobilistica di Maranello dunque vuole farci sentire il “vero” sound dei motori posteriori, rielaborato e amplificato per uscire dal suo involucro sigillato in alluminio. Ma questo suono deve essere rielaborato per eliminare i fastidiosi rumori di trasmissione “, ha dichiarato l’ingegnere alla stampa francese.

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ferrari elettrica

Il principio di funzionamento viene spiegato con un’immagine efficace: «abbiamo installato un sensore ad alta precisione sulle unità posteriori, capace di intercettare le frequenze della catena cinematica, che vengono poi amplificate come accade con una chitarra elettrica», racconta il responsabile del progetto. Non si tratta di un microfono tradizionale, ma di un accelerometro, ovvero uno strumento che rileva accelerazioni, urti e vibrazioni.

Il componente è collocato in una zona particolarmente rigida del carter, vicino all’inverter, dopo aver testato «una cinquantina di posizioni diverse», per evitare disturbi indesiderati. Il segnale dei due motori posteriori viene così trasferito all’abitacolo, ad esempio per rendere percepibili le variazioni di trazione. In condizioni normali, «il silenzio resta prioritario», precisa Ferrari, ma quando il guidatore richiede più coppia il suono entra in gioco per rafforzare il legame uomo-macchina.

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Il sistema è integrato con il Torque Shift Engagement, che propone cinque livelli di risposta, probabilmente equivalenti a marce simulate, ciascuna con una propria “firma” sonora. Il progetto, osservato a lungo e validato dai collaudatori, resta per ora avvolto da un certo riserbo: «stiamo parlando delle soluzioni adottate», taglia corto Antonio Palermo, citando però senza esitazioni i suoi miti musicali, da Hendrix a Gilmour fino a Jimmy Page.