Una Ferrari F80 “Tailor Made” è la principale protagonista del nuovo video pubblicato da Varryx nel suo canale YouTube. Si tratta di una “one of one“, configurata secondo i gusti del committente, che ama l’Italia e la storia del “cavallino rampante”. Insieme a lei, nel filmato, trovano spazio anche tanti muletti e prototipi del marchio emiliano (Elettrica compresa), ma la più recente espressione della famiglia di supercar, aperta dalla GTO nel 1984, guadagna il maggior livello di curiosità.
L’esemplare immortalato nei fotogrammi sfoggia una verniciatura Giallo Kuramochi, su campione, e una vistosa bandiera italiana a tutta larghezza sulla parte alta dell’alettone posteriore. Altri dettagli hanno un taglio specifico, anche nell’allestimento dell’abitacolo, ma ne sapremo di più in futuro, quando verosimilmente il profilo Facebook della casa di Maranello offrirà una panoramica fotografica e descrittiva più completa. Nell’attesa, ci accontentiamo dei flash visivi regalati dal cortometraggio.
Fa un certo effetto vedere la Ferrari F80 in mezzo ad auto ben più comuni. Sembra quasi un’astronave finita sul pianeta terra. Il suo look è futuristico. Impossibile non notarla, per il taglio scenografico del corpo grafico. La veste cromatica scelta per l’esemplare protagonista del video amplifica ulteriormente l’effetto. Con un mezzo del genere è impossibile passare inosservati. Nessun, del resto, vorrebbe l’anonimato su una perla tecnologica come questa, che incarna il meglio dell’ingegneria attuale del “cavallino rampante”.
Personalmente avrei preferito il Giallo Modena, normale o triplo strato, a mio avviso più caldo, più bello e meglio connesso alla tradizione aziendale, ma anche così il risultato è inebriante. Su auto del genere non sono ammesse tinte da burocrate: bisogna dare pienezza espressiva allo spirito del mezzo, anche attraverso l’esaltazione dei giochi volumetrici, che si manifestano meglio con colori più vistosi, come il Rosso Corsa o gli altri due citati in questo articolo.

Nata per celebrare l’80° compleanno della casa di Maranello, la Ferrari F80 non è la supercar più riuscita, sul piano stilistico, nell’ambito delle cosiddette “big six“, ovvero delle auto in serie limitata nate come bandiere dell’eccellenza progettuale e della modernità del “cavallino rampante”. Di questa famiglia, insieme a lei, fanno parte le GTO, F40, F50, Enzo e LaFerrari. Le prime due ad 8 cilindri, le altre a 12 cilindri. Sebbene il suo design sia più controverso delle altre, sa affabulare, per l’impatto scenico più che per la finezza.
Il frazionamento a 6 cilindri, forse, riesce meno a superare certe allergie, considerata la natura di questa “rossa”, ma la scelta è stata dettata da esigenze funzionali, per spingere il livello di performance generali (non sono energetiche) dove con altre architetture più nobili non si poteva arrivare, per ragioni di peso e di ingombri. Il tutto onorando la connessione col mondo delle corse, tipica del marchio. Qui il legame è con le monoposto di F1 e, soprattutto, con la Hypercar 499P, vincitrice a più riprese della mitica 24 Ore di Le Mans. A lei, nel 2025, è andato anche il titolo mondiale FIA WEC.
Sulla Ferrari F80 c’è il DNA dei bolidi da corsa, messo a frutto per raggiungere le vette ingegneristiche e dinamiche, anche a costo di qualche mal di pancia di natura sentimentale. Rispetto alle progenitrici, l’asticella è stata spinta molto più in alto, con un salto prestazionale di portata quantica, che emerge in tutta la sua misura in pista. Sul circuito di Fiorano il tempo delle altre “big six” viene frantumato, anzi polverizzato. Incredibile il passo avanti compiuto rispetto a LaFerrari, specie tenendo conto di quanto sia difficile guadagnare margine quando ci si avvicina ai limiti. A Maranello hanno fatto, ancora una volta, un miracolo.
L’energia dinamica della Ferrari F80 giunge da un powertrain ibrido, il cui epicentro è il motore V6 da 3.0 litri di cilindrata, sovralimentato da una coppia di turbine, cui si aggiunge la componente elettrica, che aggiunge 300 cavalli alla parte endotermica, per una potenza massima di sistema nell’ordine dei 1.200 cavalli. Mai una “rossa” stradale si era spinta a tanto, prima del suo debutto in società. Le metriche sono spaziali, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 2.1 secondi e da 0 a 200 km/h in appena 5.75 secondi: roba da Gran Premio. La punta velocistica supera quota 350 km/h.
Il vigore dinamico della Ferrari F80 giunge al suolo sulle quattro ruote motrici, tramite un cambio F1 a doppia frizione a 8 rapporti, che passa di marcia alla velocità del pensiero. Eccezionale l’efficacia aerodinamica del veicolo, che garantisce una deportanza record. Anche la frenata è da best in class, grazie ai nuovi freni della Brembo, degno sigillo di un capolavoro tecnologico che stupisce su tutti i fronti. Sulla “rossa” in esame si condensa il meglio dell’esperienza del marchio emiliano, grazie anche alle sinergie col mondo delle corse, capitalizzate al meglio sulla nuova regna stradale, per offrire un livello di performance e di piacere di guida mai visto prima. A voi il video. Buona visione!
