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Stellantis: in Italia la produzione è tornata indietro di 70 anni e la Fim chiede di anticipare il nuovo piano

Dopo il crollo della produzione nel 2025 la Fim Cisl chiede a Stellantis di anticipare il nuovo piano industriale

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Stellantis ha ridotto la produzione in Italia nel 2025 in maniera drammatica. I livelli di produzione sono tornati indietro di 70 anni. Era infatti dal 1955 che non si registrava un numero così basso di vetture prodotte nel nostro paese. Infatti nel 2025 sono state prodotte in Italia appena 379.706 contro le 475.090 del 2024.

Dopo il crollo della produzione nel 2025 la Fim Cisl chiede a Stellantis di anticipare il nuovo piano industriale

Nel 2025 la produzione di autovetture Stellantis in Italia ha registrato un calo significativo: 213.706 unità, pari a un -24,5% rispetto alle 283.090 del 2024. Anche i veicoli commerciali hanno subito una contrazione, con 166.000 unità prodotte (-13,5%) nello stabilimento di Atessa, rispetto alle 192.000 dell’anno precedente.

Secondo i dati Fim, il 2025 rappresenta il peggior risultato della storia recente di Stellantis Italia. Dopo il boom del 2023 con 751.384 unità e il calo del 2024 a 475.090, quest’anno la produzione complessiva è scesa ulteriormente a 379.706 veicoli, segnando un record negativo dall’unione FCA-PSA del 2021. La tendenza evidenzia le difficoltà del settore nel post-pandemia e l’impatto di mercati sempre più complessi e sfidanti.

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La Fim Cisl dunque si dice molto preoccupata anche per il 2026 e chiede al nuovo numero uno di Stellantis Antonio Filosa di anticipare il nuovo piano industriale che dovrebbe essere rivelato intorno alla metà del 2026.

Ferdinando Uliano, Segretario generale del sindacato dei metalmeccanici Cisl, ha tenuto a Torino una conferenza stampa durante la quale ha presentato il consueto report trimestrale elaborato dall’organizzazione, dedicato a produzione e occupazione negli stabilimenti italiani del gruppo automobilistico. Uliano ha dichiarato: “La continua difficoltà a mantenere volumi produttivi adeguati nel 2025, la necessità di verificare attentamente il rispetto degli impegni già annunciati e l’assenza di riscontri concreti su questioni ancora aperte – a partire da Gigafactory e Maserati – impongono alla nuova dirigenza di Stellantis di prevedere, nel nuovo piano industriale che sarà presentato nel primo semestre 2026, ulteriori misure di rafforzamento”.

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In chiusura, per la Fim “è fondamentale anticipare i tempi di presentazione del nuovo Piano industriale e prevedere investimenti aggiuntivi e nuove assegnazioni di modelli” che siano “in grado di assicurare una reale crescita dei volumi produttivi, sostenendo questo percorso con investimenti significativi in sviluppo e ricerca”.

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