Il passaggio di Lewis Hamilton alla Ferrari nel 2025 è iniziato con il botto, dato che sono arrivati i primi punti a Melbourne e la vittoria della sprint a Shanghai, prima di subire un fisiologico calo di ritmo a metà stagione.
Se però i risultati in pista hanno oscillato praticamente per tutta l’annata, la creatività del britannico è a limitatore. Tra un contratto come volto di Lululemon e orologi Richard Mille da oltre un milione di dollari al polso, Sir Lewis ha anche confessato il suo vero desiderio: progettare una Ferrari stradale chiamata F44. Un sogno proibito che si è scontrato quasi subito contro un muro.

L’idea, rivelata durante il Gran Premio d’Australia della scorsa annata, per il Cavallino Rampante, purtroppo, non troppo entusiasmante, è un colpo al cuore per i nostalgici. Hamilton sognava infatti una vettura basata sulla leggendaria Ferrari F40, ma con un dettaglio che a Maranello hanno praticamente messo in soffitta dal 2012, ovvero il cambio manuale.
“È su questo che lavorerò nei prossimi anni”, aveva dichiarato il pilota, conscio che il suo contratto scade nel 2026 (con opzioni fino al 2028). Se dovesse riuscirci, la F44, battezzata in onore del suo numero in gara, sarebbe la prima Rossa manuale da oltre un decennio.

Mentre il Cavallino punta tutto sulla velocità dei cambi “stile F1” e sulla nuova F80, erede della LaFerrari da 1100 CV con V6 ibrido, il mercato delle hypercar su misura sta vendono edizioni limitate “analogiche” a prezzi folli. Hamilton si infilerebbe idealmente proprio in questa nicchia.
Tuttavia, il percorso è sembrato subito pieno di ostacoli, prevedibilmente. Ci sono le rigide restrizioni europee sulle emissioni da aggirare e, soprattutto, la volontà di Maranello. Al momento, la F44 è pura speculazione accesa dai desideri del pilota, poiché non è chiaro se la dirigenza Ferrari sia pronta a dare il via libera a un progetto così “retrò”.
