Ha fatto molto scalpore la notizia che Stellantis starebbe pensando al possibile taglio di alcuni dei suoi 14 marchi considerati troppi per poter essere tutti redditizi ed evitando così delle fastidiose sovrapposizioni che finiscono per danneggiare gli interessi dell’azienda guidata da Antonio Filosa. Per la verità non si tratta di una problematica nuova all’interno del gruppo automobilistico.
Ricorderete sicuramente che quando Stellantis nacque dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Groupe nel 2021 a molti analisti era sembrato eccessivo che il gruppo avesse al suo interno 14 marchi. Secondo molti sarebbe stato davvero difficile evitare sovrapposizioni e problemi. Lo stesso Carlos Tavares quando annunciò il piano industriale di Stellantis per gli anni successivi disse chiaramente che tutti i marchi avrebbero avuto un tot di anni per dimostrare il loro valore dopo di che Stellantis avrebbe tratto le sue conclusioni e preso le sue decisioni.
Il 2026 sarà l’anno che ci dirà su quali marchi Stellantis ha intenzione di puntare e su quali no
La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo un rapporto di Reuters secondo cui Antonio Filosa si sarebbe nuovamente occupato della questione già nel 2026 potendo arrivare anche a decisioni drastiche. Subito si è pensato a quali brand potrebbero essere tagliati o venduti. Si sono fatti i nomi di Lancia, DS Automobiles, Abarth e anche la stessa Maserati.
Al momento quelle che sono le intenzioni di Filosa e di Stellantis non si conoscono. Di certo questi marchi che abbiamo appena nominato sono tra i maggiori indiziati per il fatto che stanno vendendo davvero poco e dunque il loro mantenimento all’interno dell’azienda non sembra più saldo come fino a qualche anno fa.
Non sappiamo se davvero Filosa stia pensando di tagliare qualche marchio oppure semplicemente di ridimensionarlo. Quello che è certo è che il 2026 sarà un anno molto importante anche da questo punto di vista. Infatti verranno decisi gli investimenti per i prossimi anni per ogni brand che dovrebbero essere annunciati intorno alla metà del prossimo anno come indicato dallo stesso Filosa. Dunque anche se un vero e proprio taglio potrebbe anche non esserci, alcuni marchi potrebbero avere delle brutte sorprese con un forte taglio degli investimenti e un ridimensionamento di fatto.

Insomma, in parole povere nel 2026 verrà deciso quali marchi di Stellantis riceveranno finanziamenti per la prossima prossima generazione di modelli e quanti invece si dovranno accontentare semplicemente di ricevere aggiornamenti, edizioni limitate dando il via ad una sorta di “lungo addio”.
Un po’ quello che è accaduto alla stessa Lancia in passato con Sergio Marchionne quando per anni in gamma era rimasta la sola Ypsilon e ad un certo punto veniva venduta solo in Italia. Perchè comunque i tagli non saranno immediati in ogni caso ma eventualmente alcuni marchi saranno lasciati morire piano piano senza novità e riducendo progressivamente la propria gamma.
Non solo DS, Lancia e Maserati, a sorpresa anche Opel potrebbe subire importanti cambiamenti all’interno di Stellantis
Quello che in tanti si stanno domandando è come mai questa decisione verrà presa proprio nel 2026? Semplicemente il motivo di ciò sta nel fatto che il ciclo di vita di molti modelli sta terminando e, con esso, la pazienza per progetti rimasti a metà sta finendo. In Stellantis, ci sono marchi che, senza nuovi prodotti, sembrano quasi degli ectoplasmi. Dunque per Filosa e i suoi dirigenti il 2026 diventa un momento di decisione naturale: “o finanziamo la prossima ondata o razionalizziamo il nostro portafoglio”.
Tra i brand che oggi attirano maggiore attenzione all’interno del gruppo da questo punto di vista emergono quattro nomi: DS Automobiles, Lancia, Maserati e, in modo forse inatteso, Opel. Quest’ultima era stata pensata come pilastro per i mercati di area germanofona e per l’Europa orientale. I risultati commerciali sono tutto sommato soddisfacenti e non esiste un reale rischio di dismissione, tuttavia il marchio potrebbe trarre vantaggio dall’adozione di soluzioni tecniche e piattaforme sviluppate da Leapmotor, magari fungendo da apripista all’interno del gruppo.
La situazione appare più complessa per DS Automobiles. Nonostante un posizionamento teoricamente distintivo e concept apprezzati, il marchio non è riuscito a tradurre queste premesse in un successo diffuso: dopo il lancio della DS 7 Crossback non sono arrivati veri modelli di grande richiamo. Lancia, dal canto suo, resta fortemente legata al mercato italiano e difficilmente potrà registrare una crescita significativa al di fuori dei confini nazionali. Ancora più delicata è la posizione di Maserati, che continua a confrontarsi con volumi di vendita inferiori alle aspettative e con un’identità da ridefinire.

Secondo le previsioni, le decisioni strategiche più rilevanti matureranno nel corso del 2026. DS potrebbe essere assorbita in Citroën, Lancia avviata verso una chiusura graduale, Opel orientata a una strategia di doppio brand basata su piattaforme Stellantis e Leapmotor. Il futuro di Maserati, invece, rimane aperto e incerto nel medio termine complessivo.
Nonostante venga smentita la sua possibile cessione la verità è che nel lungo periodo cosa potrebbe effettivamente accadere al brand del tridente non lo sa nessuno. Insomma certamente questa sarà una brutta gatta da pelare per Antonio Filosa che tra circa 6 mesi dovrà trarre le sue conclusioni e prendere una decisione che siamo sicuri sia in un senso che nell’altro scatenerà polemiche e scontentezza in molti.
Questo sarà anche il primo scoglio che Antonio Filosa dovrà affrontare nella sua nuova avventura come amministratore delegato di Stellantis che si spera possa essere la più lunga possibile. Il suo successo o il suo fallimento dipenderà anche dalle decisioni che saranno prese nel corso dei prossimi mesi e che determineranno inevitabilmente il futuro dell’azienda che vuole continuare ad essere leader di mercato per molto tempo in un settore che sta subendo cambiamenti profondi e che dunque richiede interventi decisi e puntuali in maniera da garantire al gruppo di poter essere davvero competitivo in un settore sempre più complesso a causa della concorrenza sempre più agguerrita soprattutto quella che arriva dalla Cina ma anche delle problematiche legate alle normative sulle emissioni che non sembrano garantire un futuro sereno al settore in Europa nel futuro prossimo.
