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FCA: per la Fiom gli investimenti annunciati in Italia non sono sufficienti

Il sindacato boccia le promesse di FCA per gli stabilimenti italiani

FCA Fiat Chrysler Automobiles

In queste ore, è tornata in prima pagina la questione legata alle trattative del rinnovo contrattuale per i dipendenti FCA con la segreteria Fiom che ha annunciato l’interruzione delle negoziazioni in quanto “non esistono le condizioni per proseguire la discussione vista l’indisponibilità dell’azienda a negoziare il sistema di relazioni sindacali, a partire dal ruolo dei delegati”

Nel corso di un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica, la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David è intervenuta sui recenti annunci da parte del gruppo FCA evidenziando una seria preoccupazione per il futuro del gruppo e di tutta la filiera automotive del nostro Paese che, ricordiamo, rappresentano un elemento cardine dell’intero sistema industriale. 

Secondo Re David: “In Italia la Fca non ha mai rispettato un piano industriale, tutto è rimasto solo teoria. Testa e produzione del gruppo si stanno trasferendo sempre di più negli Stati Uniti, i progetti annunciati non riempiranno tutta la cassa integrazione in scadenza entro l’anno a Pomigliano, a Mirafiori e a Grugliasco. Dove sono i nuovi modelli? Dov’è il polo del lusso annunciato a Torino?” L’esponente Fiom sottolinea anche i ritardi tecnologici sull’auto elettrica e sull’ibrido. 

Il punto focale delle dichiarazioni della segretaria generale Fiom sul futuro FCA è legato, senza dubbio, al giudizio negativo sui nuovi investimenti che, in queste settimane, sono andati a confermare quanto annunciato lo scorso novembre con il “Piano Italia”. Secondo Re David, i progetti annunciati, anche se dovessero essere effettivamente realizzati, non saranno sufficienti a coprire, almeno nell’immediato, le esigenze  dei dipendenti del gruppo. 

A Mirafiori sarà necessario attendere il prossimo anno per il debutto della Fiat 500 Elettrica che, stando ai primi rumors, sembra già essere stata protagonista di un taglio dei target produttivi a causa di una rete di fornitori non ancora pronta a sostenere un’elevata domanda di componenti destinati alle auto elettriche. 

A Grugliasco, invece, il gruppo FCA non ha annunciato ancora nulla di concreto. Il sito piemontese continua a produrre a ritmo ridotto le Maserati Ghibli e Quattroporte e, in attesa del debutto delle varianti ibride dei due modelli, non riceverà ulteriori novità o investimenti nel corso dei prossimi anni.

A Pomigliano d’Arco, invece, sono in corso giornate di sciopero da parte dei dipendenti che protestano contro la variazione dei turni annunciata nei giorni scorsi (necessaria per intensificare la produzione della Panda dopo l’incremento delle richieste arrivato in queste settimane). Lo stabilimento napoletano può guardare al futuro con più fiducia rispetto al “Polo del Lusso” piemontese.

Nei giorni scorsi, infatti, FCA ha confermato la produzione (dal 2020) del C-SUV Alfa Romeo, un modello che potrebbe garantire una notevole crescita della produzione nel sito, e si prepara ad aggiornare la Fiat Panda che, anche grazie alla futura versione mild hybrid, potrebbe continuare a rappresentare una risorsa importante per il sito partenopeo. 

Nel corso dei prossimi giorni, di certo, le trattative per il rinnovo contrattuale tra sindacati e FCA continueranno. Nel frattempo, gli esponenti Fiom continueranno, molto probabilmente, ad esprimere giudizi negativi sui progetti del gruppo che, d’altra parte, si prepara a vivere un Salone di Ginevra da protagonista con tante novità (almeno per gli standard degli ultimi anni) da annunciare.

Staremo a vedere se i progetti presentati “su carta” da FCA si trasformeranno in buone notizie per i dipendenti del gruppo. 

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