La Chevrolet Corvette C8 Z06 è stata messa confronto con la Ferrari 296 GTB, in una sessione di giri in pista, per verificarne l’efficacia prestazionale. Il video della sfida è stato pubblicato sul canale YouTube di Supercar Fast Exotics. Ad inquadrare l’azione ci ha pensato il Dominion Raceway, un circuito di Thornburg (Virginia), lungo 3.219 metri. Qui si svolgono, abitualmente, eventi NASCAR, SCCA e Superkart. Per chi ama i duelli tra le supercar, questo filmato può avere una buona capacità attrattiva.
A pilotare le auto non è un asso del volante, ma un tizio di grande esperienza e con ottime doti di guida. Ciò lo avvicina maggiormente agli utenti medi, disegnando un quadro di impressioni e di valori meno distante dalla realtà di tutti i giorni. Stesso driver, stessa pista, stesse gomme, stesso carburante, stesse condizioni operative: lo sfondo è quello giusto per un’analisi coerente e senza fattori di scarto. Il match verte su accelerazione, maneggevolezza, frenata, efficienza aerodinamica, sensibilità dello sterzo e velocità in curva. Non si tratta di un confronto solo numerico, ma anche sensoriale: il modo giusto per avere un quadro informativo ad ampio raggio, legato a vari aspetti, tutti molto importanti.
Chi conquisterà il Dominion Raceway? Sarà la Ferrari 296 GTB o la Chevrolet Corvette C8 Z06. Prima di spingerci nel pianeta delle risposte, facciamo alcune premesse. Qui non c’è stata alcuna forma di contaminazione o sponsorizzazione. Inoltre, nessuna delle 2 supercar è stata trattata in modo specifico, per ottenere il migliore feedback nel territorio di confronto prescelto. Lo spirito è quello giusto, anche se magari il rigore analitico non è allo stato dell’arte. Prima di andare al video, passiamo brevemente in rassegna le doti delle auto protagoniste, partendo da quella italiana.
Ferrari 296 GTB

La sportiva emiliana è un missile ruotato, che regala il top del piacere di guida. Neanche la SF90 Stradale è in grado di competere con lei in termini di coinvolgimento e di scariche adrenalina. Ora dovrà vedersela con un’altra sorella maggiore: la 849 Testarossa. Conserverà il primato emotivo? Presto lo sapremo. Pur avendo due cilindri in meno della F8 Tributo, di cui ha preso il posto, la 296 GTB si spinge su un livello prestazionale ancora più alto.
Cuore pulsante del modello è un motore V6 biturbo da 2.992 centimetri cubi di cilindrata, in grado di sviluppare 663 cavalli a 8.000 giri al minuto. Da qui giungono le piacevolissime sonorità meccaniche, di taglio vagamente simile a quello delle auto V12 del “cavallino rampante”, ma con toni più bassi. All’unità endotermica si abbina l’anima elettrica, che aggiunge 167 cavalli alla scheda tecnica, per una potenza combinata di 830 cavalli. Un’energia spaventosa per una berlinetta del suo segmento di mercato. Oltretutto questa scuderia è agevolata nel suo compito da un peso a secco di 1.470 chilogrammi, quindi molto contenuto per un’ibrida plug-in.
Ne deriva un quadro prestazionale a dir poco spettacolare, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi e da 0 a 200 km/h in 7.3 secondi. La velocità massima varca la soglia dei 330 km/h. I dati sono al top, ma il comportamento dinamico si spinge ancora oltre, scrivendo i riferimenti della specie. A Maranello, con questa Ferrari, hanno fatto un altro miracolo. La cosa non stupisce, visti i precedenti.
Chevrolet Corvette C8 Z06

Molto buone anche le credenziali della “belva” a stelle e strisce che gli autori del video hanno messo a confronto con la “rossa”. Questa vettura, come l’altra, scarica l’energia sulle ruote posteriori, ampiamente dimensionate, giovandosi di un cambio automatico a doppia frizione a otto marce. La trasmissione segna un passo in avanti rispetto a quanto si era visto in precedenza sulle vetture statunitensi. Sotto il cofano posteriore alberga un motore V8 aspirato da 5.5 litri di cilindrata, che mette sul piatto 670 cavalli di potenza massima a 8.400 giri, su un peso di 1.561 chilogrammi. La coppia raggiunge il suo picco di 623 Nm a 6300 giri al minuto.
Fuori dal comune le metriche, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 2.6 secondi e da 0 a 200 km/h in circa 10.3 secondi. Si fissa a quota 325 km/h la punta velocistica. Come potete vedere, i numeri sono importanti, ma inferiori a quelli della Ferrari. La Corvette, comunque, mostra di essere perfettamente a suo agio in pista. Il Magnetic Ride Control 4.0 legge costantemente la superficie d’appoggio e regola gli ammortizzatori in pochi millisecondi, mantenendo l’assetto ideale dell’auto in ogni curva. Sull’esemplare protagonista della sfida con la “piccola” del “cavallino rampante” c’è il pacchetto prestazionale Z07. Lo si evince visivamente dalla presenza dell’enorme alettone posteriore in fibra di carbonio e del vistoso splitter anteriore, ma la caratterizzazione è più ampia.
Ferrari o Corvette?

Tra i cordoli del circuito di Dominion la sportiva statunitense sembra viva. Vanta uno sterzo preciso e una frenata molto incisiva. Si vede che le performance fanno parte del suo DNA. La Ferrari 296 GTB è però ancora più audace e prestazionale. Il suo livello ingegneristico è di frontiera. La magia del modello si esprime al meglio nei tratti guidati, con una maneggevolezza e un handling davvero al top, come il piacere di guida. Il sistema elettrico e la batteria sono posizionati in basso e verso il centro dell’auto, conferendole un baricentro incredibilmente vicino al suolo.
Il telaio risulta leggero, agile e straordinariamente reattivo. Tutto profuma di corse, ma la gestione dell’immenso vigore prestazionale è fluida e non crea imbarazzi di sorta. A Maranello hanno dato vita a un vero capolavoro. In curva, la Ferrari 296 GTB sembra cancellare le leggi della fisica. La sua precisione è straordinaria. Credo che non ci voglia molto a capire quale delle 2 auto protagoniste del confronto sia stata più rapida al Dominion Raceway. Porta un marchio italiano sul cofano. La Ferrari ha piegato la Chevrolet, con 4 secondi di margine di vantaggio. Un divario enorme a suo favore. Che dire? La cosa era prevedibile. Chapeau!
