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FCA: per Fidentiis il futuro del gruppo potrebbe essere sorprendente

Secondo gli analisti il primo trimestre dell’anno sarà debole ma da fine 2019 le cose potrebbero cambiare

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La scorsa settimana, FCA ha pubblicato i risultati finanziari del 2018, che hanno confermato il raggiungimento dei target fissati 12 mesi fa, ed ha annunciato le previsioni per il 2019. Le stime per i prossimi mesi non sono state accolte in modo favorevole dal mercato azionario ed il titolo del gruppo ha registrato un vero e proprio tracollo sul finire della scorsa settimana. 

Dopo aver incontrato il CFO di FCA Richard Palmer, molte case di investimento sono tornate ad analizzare il futuro del gruppo giungendo a conclusioni anche molto differenti. Tra chi dà fiducia ad FCA ci sono gli analisti di Fidentiis che ritengono che l’azienda sia stata sin troppo penalizzata a causa delle stime negative per il primo trimestre dell’anno, un periodo che sarà molto difficile per il gruppo.

Secondo Fidentiis, infatti, FCA merita un giudizio buy nonostante le stime e i target fissati dal gruppo stesso. Per gli analisti, l’azienda si trova a dover fare i conti con un mercato sicuramente molto più complicato rispetto a quello del primo semestre del 2018, periodo in cui è stato finalizzato il piano industriale presentato a giugno dall’allora amministratore delegato Sergio Marchionne. 

Per Fidentiis “il primo trimestre sarà il peggiore dell’anno e il mercato sta scontando appieno questa fase negativa, ma non tiene conto l’atteso recupero per il secondo semestre e per il 2020, sulla base degli outlook dell’industria“. Il CFO Palmer ha chiarito che le stime della società, prevedendo un primo semestre difficile, si concentrando su un netto miglioramento della redditività nel corso del secondo semestre dell’anno in corso e, soprattutto, nel corso del 2020. 

A trascinare il gruppo potrebbero essere le performance nell’area Nafta, ovvero tutti i mercati nordamericani, e nel Sud America, un mercato in cui FCA ha enormi potenzialità di crescita. Per Palmer, al momento l’azienda è molto fiduciosa in merito al raggiuntamento dei target del 2019 (ebit rettificato maggiore di 6,7 miliardi di euro, industrial cash flow superiore all’1,5 miliardi di euro e un utile per azione rettificato superiore ai 2,7 euro).

FCA: anche Alfa Romeo tra i fattori che potrebbero influenzare negativamente il futuro del gruppo

Naturalmente, non tutti gli analisti danno fiducia ad FCA ed alla sua crescita nel corso dei prossimi mesi. Il principale fattore negativo resta sempre il primo trimestre del 2019, destinato ad essere debole sia in termini di margini operativi che di Free cash flow anche per via di molte scorte da ridurre. 

C’è da considerare lo stato del brand Alfa Romeo. Il marchio italiano è, infatti, ancora in perdita e, fattore ancora più importante, gli investimenti sono ancora in fase di valutazione e, di fatto, non ci sono informazioni in merito alle tempistiche di lancio dei nuovi progetti e sui risultati a lungo termine per il brand. 

Gli altri problemi del gruppo, che hanno portato ad un taglio delle stime future, sono le aree Emea ed Apac, in cui FCA sta facendo molta più fatica del previsto, e il brand Maserati che vivrà un 2019 di transizione sia per la necessità di ridurre le scorte accumulate in questi mesi che per l’attesa dell’arrivo dei nuovi progetti che, oramai è praticamente ufficialmente, non arriveranno prima del 2020. 

Da segnalare, infine, il parare di diversi analisti che, nel lungo periodo, vendono probabile una cessione di Comau e Teksid. Viene giudicata, inoltre, praticabile lo scenario di possibili alleanze in quanto i potenziali partner presenti sul mercato sarebbero più propensi a questo scenario rispetto a due anni fa. 

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