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Stellantis: solidarietà per 2.297 lavoratori di Mirafiori fino a fine anno

Dal 1° settembre fino al 31 gennaio scatteranno infatti i contratti di solidarietà che coinvolgeranno complessivamente 2.297 lavoratori

Stellantis Mirafiori

Dopo la pausa estiva, lo stabilimento Stellantis di Mirafiori riparte a rilento, con un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. La decisione, in linea con quanto già avvenuto a Melfi, Pomigliano e Termoli, è stata confermata nell’incontro tra azienda e sindacati. Dal 1° settembre fino al 31 gennaio scatteranno infatti i contratti di solidarietà che coinvolgeranno complessivamente 2.297 lavoratori.

La crisi di Stellantis in Italia non risparmia nemmeno lo stabilimento di Mirafiori

Il provvedimento riguarda diversi reparti dello stabilimento di Mirafiori: nella Carrozzeria, dove si producono la Fiat 500 elettrica e la Maserati, saranno interessati rispettivamente 903 e 674 dipendenti. Ulteriori 300 addetti saranno coinvolti nella sede Stellantis Europe di San Benigno, mentre nel settore Presse i lavoratori coinvolti saranno 294. A questi si aggiungono 85 unità nella costruzione stampi e 41 nella Mould Shop di Grugliasco (ex TEA). Una misura che riflette le difficoltà del polo torinese, in attesa dell’avvio della produzione della nuova 500 ibrida.

I sindacati reagiscono con fermezza alla nuova ondata di contratti di solidarietà a Mirafiori. Per la Fiom Cgil di Torino, la crisi del sito produttivo si trascina da quasi vent’anni, con pesanti ricadute anche sull’indotto, ormai in progressivo declino. Il segretario Edi Lazzi sollecita un piano straordinario per rilanciare l’automotive e la manifattura locale, invocando un impegno deciso da parte delle istituzioni regionali e cittadine.

stellantis mirafiori

Preoccupazioni analoghe arrivano dalla Fim Cisl, che parla di un 2025 segnato più da ombre che da segnali di ripresa, ribadendo la necessità di una strategia industriale solida e condivisa. Sul piano nazionale, le sigle sindacali definiscono “difensivi” gli accordi, che prevedono una riduzione media dell’orario fino all’80%, con tetto massimo al 90% per singolo lavoratore. Pur accogliendo positivamente la prossima produzione della 500 ibrida, i sindacati chiedono l’assegnazione di un nuovo modello a Mirafiori, considerato essenziale per dare stabilità e futuro ai dipendenti e all’indotto torinese.