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Lo Stato Italiano entra in Stellantis? Il Ministro Urso non lo esclude

Stellantis: secondo il Ministro Urso lo stato italiano potrebbe entrare nell’azienda ma solo se richiesto

Adolfo Urso

Da settimane, la discussione tra rappresentanti dello Stato italiano e Stellantis continua. L’azienda ha espresso critiche sugli incentivi italiani, mentre il governo ha risposto con fermezza, evidenziando lo stato di semi-abbandono delle fabbriche italiane, con Mirafiori e Pomigliano in particolare in una situazione di incertezza sul loro futuro. Già in passato si era parlato del possibile ingresso dell’Italia nel gruppo.

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Stellantis: secondo il Ministro Urso lo stato italiano potrebbe entrare nell’azienda ma solo se richiesto

A distanza di alcune settimane, si torna a discutere nuovamente dell’eventuale ingresso dello Stato in Stellantis. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva già accennato a questa possibilità il 1° febbraio scorso, e ora ha ribadito la stessa posizione: un coinvolgimento dello Stato sarebbe un’opzione realizzabile ma solo ed esclusivamente se richiesta direttamente dal gruppo italo-francese.

Il ministro Urso ha affermato che al momento l’ingresso dello Stato in Stellantis non è attualmente in discussione. Tuttavia, ha aggiunto che se l’azienda esprimesse un chiaro bisogno dell’azionariato pubblico italiano, allora si potrebbe aprire un dibattito in merito. È importante ricordare che il presidente di Stellantis, John Elkann, ha dichiarato lo scorso giugno che la società non aveva necessità di coinvolgere lo Stato italiano come azionista.

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Stellantis
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Il confronto tra il governo e Stellantis prosegue, nonostante Carlos Tavares, CEO di Stellantis, abbia cercato di calmare le acque ribadendo l’impegno del gruppo, concordato con Roma, di aumentare la produzione in Italia a 1 milione di veicoli entro la fine di questo decennio. Resta da vedere quale sarà il destino degli stabilimenti Stellantis in Italia, in particolare del complesso di Mirafiori a Torino e di quello di Pomigliano vicino a Napoli. Vedremo dunque che novità arriveranno nelle prossime settimane a proposito della situazione in Italia del gruppo automobilistico nato dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e PSA Groupe.

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