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3 Alfa Romeo scoperte a due posti per sognare nella primavera 2026

Le biposto en plein air del “biscione” sono sorgenti da cui sgorgano emozioni purissime.

Alfa Romeo 8C Spider
L'Alfa Romeo 8C Spider nella vista di 3/4 anteriore.

Alfa Romeo vanta una lunga tradizione di auto scoperte, che hanno fatto innamorare milioni di persone in giro per il mondo. Non avevano il tetto molte “belve” da gara dell’era romantica del “biscione”, dalle cui imprese deriva gran parte del prestigio aziendale, ma anche fra le vetture stradali ci sono stati moltissimi gioielli a cielo aperto, che hanno attraversato le diverse epoche. Il loro fascino non viene turbato dalla scorrere del tempo, il cui flusso non riesce ad incidere delle rughe nel loro stile e nell’affetto di cui si giovano.

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Con l’arrivo della primavera 2026 e delle temperature gradevoli del periodo (al momento auspicabili visto il gelo imperante in gran parte d’Italia), le auto scoperte tornano ad animare i sogni degli appassionati. Ancor più se sono a 2 posti secchi. In questa veste, infatti, il piacere si esalta e diventa emozione allo stato puro. Se poi sul cofano motore c’è lo stemma Alfa Romeo, le cose si fanno ancora più interessati. Per onorare la stagione in corso e la storia inimitabile della casa automobilistica milanese, ho scelto tre spider a sua firma perfette per vivere al meglio queste settimane. Se lo gradite, seguiteci nel viaggio alla loro scoperta.

Alfa Romeo Duetto

Alfa Romeo 1600 Spider Duetto
Alfa Romeo 1600 Spider Duetto (Foto Alfa Romeo)

Il suo splendore raggiunge le vette nella versione “osso di seppia”, ma anche le sorelle a coda tronca non sono male. L’ingesso del modello nell’immaginario collettivo deve molto all’universo cinematografico. Il merito va soprattutto al film “Il Laureato”, del regista Mike Nichols. Quella pellicola del 1967, basata su un romanzo di Charles Webb, ebbe grande successo e ne regalò altrettanto alla scoperta del “biscione”, compagna di avventura sul set del grande Dustin Hoffman.

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Si trattava, appunto, di una versione “osso di seppia”. Non fu l’unica presenza nel piccolo schermo del modello iniziale e dei suoi step successivi. Evidentemente l’Alfa Romeo Duetto (in realtà Spider) piaceva ai registi, che rafforzarono il legame del modello con il pubblico. Le alchimie stilistiche di questa vettura nacquero dalla mano felice dei designer di Pininfarina, sempre in grado di produrre eccellenza nel loro lavoro creativo.

Degna interprete della “Dolce Vita”, questa spider a 2 posti secchi evoca il fascino delle belle vacanze, nelle località balneari più modaiole. Molto raffinato il frontale, in tutte le declinazioni dell’auto, anche in quella con la grossa appendice in plastica nera sullo specchio di coda. Guardando la carrozzeria dalla parte anteriore si coglie un alto indice di sportività.

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Sotto il cofano pulsa un motore a 4 cilindri bialbero da 1.570 centimetri cubi di cilindrata, plasmato in lega leggera. Questo cuore, alimentato da una coppia di carburatori doppio corpo, mette sul piatto una potenza massima di 109 cavalli a 6.000 giri al minuto, erogati con una timbrica di voce gradevole, che accompagna felicemente l’azione. La coppia raggiunge il suo picco di 15.9 kgm a 2.800 giri al minuto, con una distribuzione di piglio sportivo.

Toniche le performance, tenendo conto della natura del modello, che non punta ad aggredire i cordoli delle piste: accelerazione da 0 a 1.000 metri in 32 secondi, velocità massima nell’ordine dei 185 km/h. Dopo di lei giunse la più potente e prestante Spider Veloce. La coda tronca arrivò con la seconda serie. Anche in questa veste la “Duetto” era gradevolissima. Le cose peggiorarono con la terza serie, per colpa del grande spoiler posteriore in materiale sintetico nero, utile in chiave aerodinamica ma negativo sul fronte estetico.

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Molto più pulito e seducente lo stile dello specchio di coda della quarta ed ultima serie del modello, che recuperò la purezza espressiva iniziale, grazie al sapiente lavoro svolto da Pininfarina. Assortito il ventaglio delle motorizzazioni offerte nel tempo: dal cuore da 1.3 litri a quello da 1.6 litri, fino a quelli da 1.8 litri e da 2.0 litri. Oggi l’Alfa Romeo Duetto è una youngtimer molto apprezzata, specie da chi vuol concedersi un’auto distintiva e ricca di storia, godibile a cielo aperto, senza svuotare il conto in banca.

Alfa Romeo Giulietta Spider

Alfa Romeo Giulietta Spider

Dal mio punto di vista è una delle auto del “biscione” più belle di sempre. Sicuramente ha guadagnato uno spazio importante nell’antologia del marchio e, soprattutto, nel cuore degli appassionati. L’Alfa Romeo Giulietta Spider fa sognare, pur non essendo un’auto di altissima gamma. Nel suo spirito si condensa il profumo della “Dolce Vita“. Il merito è di uno stile di livello superiore, firmato Pininfarina. Qui c’è il migliore estro creativo italiano.

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Nei tratti della carrozzeria si colgono le note del carisma e dell’armonia. Innamorarsi di lei è un fatto naturale, che si sviluppa sin dal primo sguardo. All’appeal del modello hanno concorso anche le presenze cinematografiche, ma pure in loro assenza poco sarebbe cambiato nell’intenso rapporto emotivo con la gente. L’Alfa Romeo Giulietta Spider interpreta il desiderio di libertà insito in ogni essere umano. Con lei si vola nel mondo dei desideri e ci si isola dalle brutture del nostro mondo.

Parlare di un’icona a quattro ruote non è inappropriato, anche se spesso questo termine viene confinato alle auto più esclusive ed esotiche. La fantastica scoperta del “biscione”, nonostante l’età avanzata del progetto, continua ad offrirsi nel massimo splendore, senza accusare le rughe del tempo. Succede solo ai grandi capolavori e lei, a mio avviso, lo è. Questa vettura profuma di romanticismo e di magia. Regala una bella terapia di colore, per spazzare il grigiore dei nostri giorni.

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Nata nel 1955, l’Alfa Romeo Giulietta Spider fece subito breccia nel cuore di tutti per i suoi tratti scultorei. Il merito del progetto va ascritto alla determinazione dell’importatore statunitense Max Hoffman, che suggerì un prodotto con le sue architetture ai vertici della casa madre, cogliendo un interesse commerciale importante sull’altra sponda dell’Oceano. Per fortuna a Milano ascoltarono questa richiesta, traducendola in un prodotto entrato nella dimensione del mito.

Sotto il cofano anteriore di questa creatura del “biscione” fu installato un motore a 4 cilindri in linea da 1.3 litri di cilindrata. Inizialmente produceva 65 cavalli di potenza massima, ma nel 1958 la cifra si spinse più in alto, toccando quota 80 cavalli. Non era la riserva energetica di un bolide per la 24 Ore di Le Mans, ma su un peso di 852 chilogrammi faceva il suo effetto. Certo, le prestazioni non erano da corsa, ma avevano una buona tempra, allineata alla natura del modello. Le citiamo per dovere di cronaca: accelerazione da 0 a 100 km/h in 14.8 secondi, da 0 a 1.000 metri in 35.8 secondi, velocità massima di 165 km/h.

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Cifre più che sufficienti per regalare buone emozioni dinamiche, su un’auto pensata soprattutto per godersi delle strade panoramiche, nel segno del glamour, con un sottofondo emotivo inebriante. Più toniche le performance della successiva versione Veloce, in grado di sviluppare 90 cavalli di potenza massima, con evidenti benefici sulle metriche prestazionali. Qui lo scatto da 0 a 100 km/h veniva portato ad 11 secondi, mentre dopo 33 secondi il chilometro con partenza da fermo passava nel mondo dei ricordi.

Alfa Romeo 8C Spider

Alfa Romeo 8C Spider
Foto Alfa Romeo

Qui ci spostiamo a un livello superiore di esclusività, per il diverso posizionamento di mercato e per la maggiore rarità. L’appellativo di supercar è intonato all’essenza di questa scoperta. Con lei il “biscione” è tornato ad osare, dopo anni più ordinari e piatti. Nata come versione scoperta della 8C Competizione, l’Alfa Romeo 8C Spider è una vera opera d’arte. Rispetto alla versione chiusa mi piace di più, anche in ragione della maggiore snellezza visiva. Si vede a distanza che è stata progettata con grande senso del gusto.

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Qui il timbro della sportività emerge chiaramente in una tela di forte classe ed eleganza, per una miscela di notevole presa sensoriale. Siamo al cospetto di una top model a quattro ruote, che rapisce il cuore sin dal primo sguardo. Con lei si sogna ad occhi aperti. Il merito è di un Wolfgang Egger particolarmente ispirato. Senza ombra di dubbio, il designer tedesco ha saputo interpretare al meglio l’impresa a lui assegnata, dando vita a una scultura a quattro ruote.

Le alchimie stilistiche sono di sublime fascino e creano anche una connessione mentale con la storica tradizione del “biscione”, grazie ad alcune azzeccate scelte fatte per la trama grafica. Già al debutto, avvenuto al Salone di Ginevra del marzo 2008, l’Alfa Romeo 8C Spider piacque a tutti, in modo olistico. La scena visiva è dominata dal lungo muso, plasmato con grazia divina. Al suo interno trova accoglienza un motore nobile, che profuma della magia del “cavallino rampante”.

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Stiamo parlando di un V8 da 4.7 litri, made in Maranello, che sviluppa 450 cavalli di potenza massima, scaricati a terra col supporto di un cambio robotizzato a 6 marce. L’alto vigore energetico imprime una spinta molto vigorosa, testimoniata dalle metriche prestazionali: accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.5 secondi, velocità massima di 292 km/h.

L’architettura transaxle della coupé, con motore anteriore longitudinale e trazione e cambio al retrotreno, si ripete sull’Alfa Romeo 8C Spider, in tutto e per tutto uguale, sul fronte meccanico, alla sorella coperta. Il taglio del tetto, ovviamente, ha imposto degli interventi per irrobustire il telaio, con ripercussioni sul peso, leggermente cresciuto, ma non al punto da compromettere l’affinità caratteriale. Ai più curiosi diciamo che il parabrezza è assicurato alla scocca con un robustissimo ma leggero anello in fibra di carbonio costruito in un unico pezzo monolitico, che disegna la sua cornice, conferendo robustezza all’insieme.

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La leggera capote in tela, di piglio romantico, si integra perfettamente con le sue forme, dando vita a una bella trama visiva anche da chiusa. Chiaro, però, che lo splendore massimo del modello si compie en plein air, sia nella dimensione contemplativa che in quella dinamica. Non ci vuole molto a immaginare il piacere immenso regalato da questa creatura del “biscione” nella marcia lungo una bella arteria viaria che fiancheggia il mare. Roba che profuma di un romanticismo autentico, oggi sempre più necessario, in questo mondo dove le brutture e la freddezza glaciale sembrano aver preso il sopravvento sulle belle emozioni.

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