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Lancia Delta HF Integrale EVO II all’asta: stime fino a 130 mila euro

Per chi vuole assicurarsi un esemplare chic della mitica vettura torinese, ecco una ghiotta opportunità.

Lancia Delta HF Integrale EVO II
Foto da profilo Facebook RM Sotheby's

Una Lancia Delta HF Integrale Evoluzione II del 1994 sarà battuta all’asta da RM Sotheby’s a Parigi, il 31 gennaio prossimo. Ormai l’appuntamento con la sessione di vendita è dietro l’angolo. Gli animi si stanno scaldando, come i motori delle auto, per una gara a suon di rilanci. L’esemplare offerto alla tentazione dei potenziali acquirenti viene proposto senza prezzo di riserva, ma le stime della vigilia, fatte dagli specialisti della nota casa d’aste inglese, ipotizzano un valore fra 90 mila e 130 mila euro.

Questa vettura, con telaio ZLA831AB000585424, si offre allo sguardo con un’elegante tinta Blu Scuro, che spegne una parte della sua aggressività, a vantaggio della discrezione, se questo termine è concesso per un’auto del genere, che sprigiona energia da tutti i pori. Le finiture in Alcantara beige degli interni completano in modo armonico la miscela cromatica. Indubbiamente l’accostamento è fatto nel segno dello stile.

Sotto il cofano anteriore esprimono le loro alchimie meccaniche gli organi del suo motore bialbero a cilindri in linea da 1.995 centimetri cubi, che eroga una potenza massima di 215 cavalli. Anche se oggi possono sembrare poca roba, conferiscono all’auto un’accelerazione strepitosa, che ai suoi tempi faceva la differenza, come le scariche di adrenalina generosamente elargite a chi sta a bordo.

Il vigore energetico viene scaricato sulle quattro ruote, perché questa, come tutti sanno, è una regina a trazione integrale. Chi si è misurato con lei nel mondo dei rally sa di che pasta è fatta. La versione stradale ha un carattere meno bellicoso, ma è sempre una belva coi fiocchi. Negli ultimi anni le sue quotazioni si sono spinte a un livello prima non immaginabile. Il debutto della Lancia Delta HF Integrale Evoluzione II avvenne nel 1993, quando la scia di successi del modello, negli step da gara precedenti, era già lunghissima.

In questa veste “civile”, aveva una grinta che profumava di corse. Quando la vedevano negli specchietti, i proprietari di supercar sudavano freddo, per il rischio di fare una brutta figura, specie sulle strade più guidate. Nei contesti planimetrici più sinuosi, infatti, poche auto erano in grado di tenere il suo ritmo. Tornando all’esemplare messo all’asta da RM Sotheby’s a Parigi, questo fu venduto in prima battuta da Brunel Automobiles il 30 giugno 1994, in Francia. Poi trovò un nuovo proprietario nel 2020, grazie alla mediazione di vendita di Charles Pozzi, uno dei più noti concessionari Ferrari del pianeta.

Da quel momento non ci sono stati altri passaggi di mano. L’auto, scrupolosamente mantenuta, è accompagnata da una serie di fatture che documentano la regolare manutenzione. Ora torna sul mercato, per fare la gioia di qualche altro appassionato. La spesa da sostenere per l’acquisto, però, non è accessibile a tutti. Un fatto naturale.

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